domenica 5 ottobre 2014

La settimana della vigilia

(Guido Mocellin*) La settimana della vigilia del Sinodo straordinario dedicato alle «sfide pastorali sulla famiglia» è stata coperta, sui quotidiani italiani, con 23 titoli: non è il tema principale, ma certamente è il «tema caldo», in crescita di interesse.
Quella dei quotidiani italiani è la porzione emergente di un’attività che sul web è vivissima: dalle nuove forme di informazione religiosa on-line (VaticanInsiderCrux, ma anche questo stesso blog de Il Regno), ai siti istituzionali (Segreteria del Sinodo), da Avvenire a Il Foglio, si preannuncia una copertura fuori dal comune. Contro la quale non mi pare che la Santa Sede si appresti a fare particolari barricate: e anche questa è una buona notizia.
Sul rapporto tra Sinodo e media ha scritto belle e condivise parole, su Vino Nuovo, MariaElisabetta Gandolfi, cui ho contribuito con la proposta di un mea culpa professionale.
Aggiungo solo un pensiero che ho già espresso al SIR, il quale mi aveva interpellato sul tema della prossima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. L’interesse dei media per questo Sinodo, e segnatamente per la questione della comunione ai divorziati risposati, è sovrabbondante.
Non basta certo a spiegarlo la polarizzazione interna alla Chiesa, che dal punto di vista comunicativo promette, comunque, di funzionare. Tantomeno il paventato complotto tra i due «relativismi», quello esterno e quello interno alla Chiesa, che i conservatori vedono alleati al fine di distruggere la Chiesa stessa e completare l’opera avviata con la Riforma e l’inizio della modernità.
Se i giornali dedicano pagine, e non righe, alla questione, vuol dire che interessa «davvero». Anche se, di per sé, riguarda delle minoranze di minoranze: la piccola porzione di coloro che, sposatisi «nel Signore», avendo però incontrato un fallimento e, dopo di esso, un nuovo inizio, desidererebbero corroborarlo «col Signore».
E non è questa una buona notizia? Non è da apprezzare il fatto che la vecchia e malandata Chiesa di Roma susciti interesse per come regola al suo interno una questione che al suo esterno la società civile ha già deciso, e da tempo, di regolare, diversamente (vedi leggi sul divorzio)? Io, se fossi un vescovo al Sinodo, ci penserei su… 

* Caporedattore de Il Regno, www.ilregno.it

2 commenti:

  1. Questa mattina a Prima Pagina Rai Radio3, Marco Da Milano chiudeva la rassegna stampa sul Sinodo e temi collegati (manifestazione famiglie regolari in Francia, sit-in anti gay a Bologna), di cui si proponeva di riparlare nel corso della settimana, giudicandolo molto più interessante del tesseramento PD. Nonostante l’inevitabile piega che Da Milano darà all’argomento, anche a me è sembrata una buona notizia… Gabriella Zucchi

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  2. giorgio barbatelli6 ottobre 2014 15:44

    Anche io ho ascoltato Da Milano a prima pagina così come ho letto la rubrica settimo cielo di Sandro Magister su l'espresso.
    Condivido l'editoriale de il regno che la decisione di sentire le chiese locali sia un atto coraggioso ed innovativo. Mi aspetto molto da questo sinodo, per il quale abbiamo organizzato nella nostra parrocchia San Paolo una veglia di preghiera venerdì scorso come caldeggiato da papa Francesco.
    Siamo uomini e donne di speranza Giorgio barbatelli - civitanova marche

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