sabato 11 ottobre 2014

Card. Kasper, un bilancio al giro di boa e un appello ai laici

(Raffaele Luise ) E' decisamente positivo il bilancio che il card. Kasper traccia del Sinodo al suo giro di boa. "Sono molto soddisfatto del clima della discussione e della centralità che in essa è venuta acquistando il tema cruciale della misericordia e di un profondo nuovo approccio pastorale sui temi e sulle ferite della famiglia, in primo luogo dei divorziati risposati", ci ha detto sorridendo il porporato, che incarna in profondità il programma riformatore di papa Francesco, al temine della prima settimana dei lavori sinodali.
"Si tratta certamente di un'esigenza di giustizia nei confronti delle tante persone ferite - ha proseguito il cardinale - ma ancora di più di un'esigenza di misericordia. La giustizia è, in questo senso, un minimum, la misericordia un maximum. E la misericordia è il primo comandamento di Gesù, che è ermeneutica degli altri comandamenti. Non si può essere rigoristi, ma si deve scegliere un cammino pastorale. E in questa direzione si sono mossi nella stragrande maggioranza i padri sinodali, che hanno saputo corrispondere all'invito rivolto da papa Francesco a una piena parresia e all'ascolto umile delle diverse voci. Ma ora vorrei rivolgere un appello ai laici, perché facciano pressione sui loro vescovi, quando torneranno a casa dopo il Sinodo, per sostenerli e per indurli ad applicare quella linea pastorale che qui viene emergendo".

Affermazioni importanti, avallate anche dal card. Coccopalmerio, il "ministro della giustizia" vaticano, che è tornato, nel bilancio della prima delle due settimane di lavori, a ribadire la necessità dell'apertura ai divorziati risposati, perché - ci ha detto - il sabato è per l'uomo, e non significa andare contro di esso se si sceglie, per necessità, di agire a favore di chi ci chiede aiuto e di chi è in stato di bisogno".
Anche il segretario di stato, il card. Parolin, si è detto molto soddisfatto dei lavori e del clima autenticamente sinodale che si è affermato in questa prima parte dell'Assise.

Si sono registrati solo due interventi "stonati", quello del card. Burke, che ha detto no a qualsiasi proposta di cambiamento, e quello del card. Mueller, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che nel suo intervento, mercoledì scorso, ha utilizzato i tre minuti canonici unicamente per attaccare tre padri sinodali: Kasper, Baldisseri e Forte. Due interventi che, però, sono stati accolti dal gelo generale.

Ma molto, ci pare, rimane ancora da fare per aiutare a superare un clima diffuso di eccessivo timore da parte di molti padri sinodali nei confronti di una dottrina che dovrà pur essere discussa, come riconosceva, tra gli alti, nella relazione d'apertura, il card. Erdo, se si vorranno aprire reali percorsi di innovazione.

3 commenti:

  1. Che segnale può essere quello rivolto da un Cardinale della statura di Walter Kasper ai laici affinché facciano pressione sui loro vescovi per indurli ad applicare una linea pastorale di apertura e di misericordia?

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  2. L'avesse detto uno dei cardinali conservatori quel "laici" -in grassetto nell'articolo- a cui "appellarsi", buona parte di certi commentatori del web di un certo schieramento l'avrebbero associato inteso e definito come "camerata".
    Chi lo sa ora, visto che l'ha detto il cardinale Kasper, come lo interpreterà quell'altro schieramento quel "laici".
    Cordiali saluti

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  3. In sostanza e tra le righe: la linea Kasper perde, e allora Kasper si appella alla piazza

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