lunedì 13 ottobre 2014

Dai media, luce su tre lati


(Guido Mocellin*) Sono stati tre, sinora, i lati del Sinodo su cui i media di tutto il mondo hanno acceso i riflettori. La conferma di quanto avevo già rilevato nei giorni scorsi mi viene dal mio ultimo viaggio nella rassegna stampa de Il Sismografo, con il quale ho ripercorso l’intera giornata di ieri e quella di oggi sino alle 17.30, rilevando 72 link sul Sinodo in corso, equidistribuiti tra italiani e stranieri.

Si tratta di un dato che tenderei a considerare stabile, anche per il fatto che la giornata di ieri, domenica, assomigliava un po’ alla giornata di riposo che, durante i Mondiali di calcio, viene interposta tra la fine della fase «a gironi» e l’inizio di quella a eliminazione diretta. Senza nessuna partita da commentare, tutti azzardano i bilanci di metà campionato, cercando di indovinare chi andrà in finale… Così ho contato 35 commenti in generale, tra quelli di cui si sono incaricati i giornalisti stessi e quelli scaturiti dalle interviste ai padri sinodali.

La giornata di oggi, invece, è stata dominata dalla lettura e distribuzione della Relatio post disceptationem, il documento che tradizionalmente segna, nei Sinodi, il passaggio dalla discussione corale in aula a quella nei più ristretti gruppi linguistici. E alla quale hanno rinviato ben 21 link, prevalentemente (14) in lingua straniera, con grande enfasi (ricorrono due volte le parole «terremoto» e «spettacolare spostamento») sulla sua carica innovativa.

Due di questi lati maggiormente illuminati sono contigui: si tratta della decisione se ammettere o meno alla comunione i divorziati risposati e del suo contesto, cioè la dialettica tra dottrina e pastorale, o tra legge e misericordia. Il primo ha avuto infatti 14 titoli, il secondo 12. A entrambi la seconda relazione del card. Erdő ha offerto nuove sfumature, non solo per i riferimenti ai divorziati risposati, ma anche per quelli alle unioni civili e alle relazioni omosessuali.

Il terzo lato ha una valenza ancor più generale, e riguarda il rinnovamento del metodo sinodale come punto di forza nello stile di governo che papa Francesco vuole imprimere alla Chiesa contemporanea. Ha ottenuto 20 titoli: è stato cioè il contenuto che più si è imposto nelle ultime due giornate. Anche qui, con l’aggiunta di due sfumature: una battuta di papa Francesco, all’Angelus, critica verso il modello della «Chiesetta piccoletta», e un paio di articoli (poi corroborati dalla «Relatio post» stessa) sostenitori dell’esigenza, per la Chiesa, di parlare un nuovo linguaggio.

* Caporedattore de Il Regno, www.ilregno.it

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