venerdì 17 ottobre 2014

E’ bene che vi sia battaglia in aula e fuori

(Luigi Accattoli*) Per me il Sinodo sta terminando in modo ottimale la sua prima fase, quella “straordinaria”: poi verrà il Sinodo di un anno – che è da vedere come una preziosa e nuova terra di mezzo – e poi il Sinodo ordinario che completerà questa rinnovata stagione conciliare. Intendo dire che quanto accade in questi giorni risponde alle mie migliori aspettative.
Svolgo la mia riflessione in riferimento agli allarmi che leggo on line e a quelli che sento a viva voce, tra osservatori e addetti ai lavori. Sento a destra uno squillo di tromba che dice: c’è manipolazione, censura informativa, decisione già presa, un papa che non lascia spazio a chi non condivide la via della misericordia. Gli risponde a sinistra uno squillo che più allarmato non potrebbe essere: offensiva dei conservatori, attacco a Kasper e Spadaro ma in verità al papa, intransigenza dottrinale, manipolazione da parte di lobbies ultras dell’informazione.

Ai sinistri, che mi sono familiari, segnalo le parole con le quali Francesco ha salutato i padri ieri sera, cioè al termine della giornata dei rapporti dei Circoli minori del dibattito in aula per chiedere la pubblicazione delle relazioni dei Circoli: “Bravi avete lavorato bene. Questo era proprio il confronto che volevo. Adesso andiamo avanti”. Per un’altra voce rasserenante, cito il card. Marx che oggi al briefing ha detto: “Il dibattito è stato animato e questo è molto positivo”.

Ai destri, con i quali mantengo ottimi rapporti, dico di guardare il cammino sinodale nel complesso, senza entusiasmarsi o deprimersi per fatti marginali e variamente interpretabili. Poniamo perché è stato giustamente contrastato il card. Baldisseri che non voleva pubblicare i rapporti dei Circoli, o perché nella commissione per la “Relatio synodi” prima non c’erano e poi sono arrivati due padri dell’Africa e dell’Oceania.

Suggerisco di tenersi a questa riflessione maestra: se voleva decidere in proprio, Francesco avrebbe convocato un Concistoro e due Sinodi e indetto un’inedita fase sinodale di un anno chiamando a essa l’intera ecumene cattolica? Solo un papa che vuole smuovere davvero tutte le energie in risposta alle sfide della famiglia poteva convocare un tale, straordinario, momento collegiale e comunitario. Che la risposta sia viva, che emergano contrasti, che siano necessarie correzioni di rotta, è la cosa più ovvia. Così doveva essere e così è – e ancora di più sarà per i provvidi dodici mesi che inizieranno a svolgersi da lunedì 20.

Vaticanista, www.luigiaccattoli.it.

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