lunedì 6 ottobre 2014

Il 26° Sinodo: continuità e novità

(Luigi Accattoli) Dal saluto del papa all’assemblea e dalla relazione del card. Baldisseri, segretario generale, appaiono chiari i segni di continuità e novità tra questo Sinodo e gli altri 25 che l’hanno preceduto. Ne indico quattro: sono nuovi la scelta del tema e le due assemblee concatenate, c’è continuità nell’ordine dei lavori e nella scelta dei conduttori dell’assemblea.
Ha detto Francesco che il relatore [il card. Erdő] e il segretario speciale [l’arcivescovo Forte] “sono stati eletti direttamente dal Consiglio della Segreteria”, mentre per i tre presidenti delegati [cardinali Vingt-Trois, Tagle, Assis] si è fatto “proporre dei nomi” dal Consiglio e ha nominato “coloro che il Consiglio ha proposto”. E’ un’informazione sensibile per quanti volessero battagliare sulla scelta, tutta notevole, di quei personaggi: non li ha inventati lui.
Anche la composizione dell’assemblea e l’ordine dei lavori sono – nella sostanza – quelli già noti: un elemento di rispetto della normativa esistente che si accompagna alla decisione creativa della doppia assemblea – straordinaria e ordinaria – a distanza di un anno che apre al coinvolgimento dell’ecumene cattolica che non si era mai avuto con i Sinodi. Il papa argentino prevede di introdurre novità nello statuto e nel regolamento, ma lo farà in corso d’opera o dopo questo primo esperimento. Per ora si parte come sempre.

Infine il tema. Ha riferito il card. Baldisseri che il Consiglio della Segreteria aveva sottoposto al papa una terna di argomenti che vedeva al primo posto “la tematica cristologica e quella antropologica”: Francesco ha invece optato per la famiglia e le sue sfide. Qui c’è novità e si potrebbe azzardare un’applicazione al convegno della Chiesa italiana che si farà a Firenze il prossimo anno e che ha un tema fotocopia rispetto a quello che era stato proposto a Francesco per il Sinodo: “In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. Due anni fa eravamo tutti sull’antropologia. La novità di Francesco è nel passaggio dal dottrinale al reale.

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