martedì 21 ottobre 2014

Il blog continua


(Maria Elisabetta Gandolfi) La consapevolezza che l’invio dei questionari alle Chiese locali in preparazione al Sinodo 2014 non sarebbe stato un dettaglio accessorio del nuovo pontificato ma uno stile di governo di papa Francesco ci ha portato a tradurre la richiesta della “più ampia partecipazione possibile” nel lancio dell’iniziativa “Aiuta la Chiesa ad ascoltare le famiglie”:

il Sinodo, infatti, sarebbe stato la punta avanzata del pontificato. Per questo durante la sua celebrazione occorreva uno strumento specifico per seguirlo in diretta: un blog, appunto.
Innanzitutto perché era necessario uno spazio d’attenzione che facesse da mediatore tra l’istituzione Sinodo e l’opinione pubblica: quella “sulla Chiesa” che si forma entro l’informazione generalista e quella “nella Chiesa” che rimane un cantiere appena aperto.
Il blog – che durante il Sinodo ha ottenuto un’intensa visibilità e partecipazione, 70.000 visite in 15 giorni di vita – era lo strumento aggiornato per seguire oggi un evento sinodale che aveva e ha un tema di particolare interesse sia per la vita della Chiesa sia per i media. E perché l’opinione pubblica potesse avere un riferimento.
Dal punto di vista della storia della Chiesa il precedente più prossimo era il Concilio. Allora la rivista, che muoveva i suoi primi passi, lo seguì pubblicando cronache, commenti e tutta la documentazione. Su carta, ovviamente.
Oggi con un blog. Il Regno nasce con il Concilio, Il Regno celebra i suoi quasi sessant’anni di vita (anche) con un blog che proseguirà lungo il pontificato di papa Francesco. Perché la novità oggi sta non solo nel tema “caldo” scelto per il dibattito, ma anche nella modalità di conduzione, dalla sua indizione fino all’ottobre 2015, quando si aprirà il Sinodo ordinario che avrà come titolo “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo”.
Come allora c’era la necessità di aprire un dibattito e c’era l’esigenza di conoscere approfonditamente l’ampia documentazione che man mano veniva prodotta; così oggi, le rubriche “I giorni del Sinodo”, “Visto da…”, “Il punto del Regno” hanno dato ampio spazio a commenti e ad approfondimenti – oltre agli interventi dei lettori – mentre “I documenti del Sinodo” sono al momento una delle raccolte più unitarie dei testi ufficiali e semiufficiali che il Sinodo ha prodotto e che arricchiremo con l’abbondante materiale che verrà prodotto nelle Chiese locali a cui il papa ha affidato la Relatio Synodi come lineamenta per l’ottobre prossimo.
Che la ripresa dello strumento sinodale da parte di papa Francesco fosse foriera di elementi di novità non solo procedurali ma di stile ecclesiale era evidente in molti suoi interventi – dall’intervista a Civiltà cattolica (agosto 2013) ad alcuni passi de Evangelii gaudium  –. Oggi a Sinodo concluso si può dire che la sinodalità come forma ordinaria della vita della Chiesa è l’eredità inedita che questo Sinodo ci chiede di mettere a frutto.
Il blog e tutto il lavoro della rivista accompagneranno, con il tratto di rigore informativo e la passione che ci ha sempre caratterizzati, questa ulteriore e nuova stagione della vita della Chiesa.

3 commenti:

  1. Grazie per il vostro lavoro durante il Sinodo, è stato veramente utilissimo!!!

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  2. Ci fa piacere che sia stato gradito. E tenteremo di proseguire su questa strada.

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  3. Mi associo nel ringraziamento per il prezioso lavoro d'informazione (a beneficio della corresponsabilità ecclesiale) che il Regno sta svolgendo. Mi auguro che ciò possa avere anche delle ricadute positive in termini di abbonamenti alla rivista. Ora è importante che la segreteria del Sinodo proponga modalità efficaci di consultazione sulla Relatio Synodi, in particolare sulla terza parte (beninteso dopo avere letto e meditato le prime due). Un eventuale nuovo questionario dovrebbe essere, secondo me, più agile e mirato del primo,e più idoneo alla elaborazione dei risultati. E' inoltre auspicabile che le diocesi non si pongano come filtro ma favoriscano la partecipazione delle comunità parrocchiali e delle associazioni, attraverso un autentico cammino sinodale della chiesa locale, al quale alcune diocesi si sono fin qui mostrate inspiegabilmente refrattarie.

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