sabato 25 ottobre 2014

Le Chiese locali sono pronte per il 2015?

(Luis Badilla) Si sa che la conclusione del Sinodo straordinario sulla famiglia è stata anche l'apertura del processo, lungo un anno, del XIV Sinodo ordinario che nell'ottobre 2015 chiuderà con decisioni precise, e ci auguriamo leggibili e all'altezza delle richieste, l'intero percorso che complessivamente avrà avuto una durata di tre anni.
Si sa anche che il "successo" di questo processo, una sorta di consultazione planetaria di tutte le componenti della comunità ecclesiale, dai vescovi ai laici, dipenderà in buona misura da due fattori fondamentali: da un lato, che il vescovo di ogni diocesi si assuma la responsabilità, con un'organizzazione adeguata, di "dare la parola" sul documento preparatorio (Lineamenta) a tutti i membri della Chiesa - tutti! - e dall'altra parte che l'informazione necessaria per la riflessione possa circolare in modo abbondante, continua, oggettiva e completa, cominciando con delle ottime traduzioni della Relatio Synodi (della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei Vescovi: “Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione” / 5-19 ottobre 2014).
(Tra l'altro sulla pagina web del Sinodo ancora non c'è nessuna versione di questo testo).
La circolazione dell'informazione è importante non solo per le analisi, le riflessioni, lo scambio di idee e di esperienze tra tutti i membri della Chiesa, ma anche per "pulire" le conclusioni dell'assemblea chiusa pochi giorni fa da tutto ciò che, volontariamente o involontariamente, ha inquinato non poco lo sviluppo del Sinodo. A questo punto però si pone un problema grave che conosciamo proprio per il lavoro che da anni svolgiamo per tenere in vita questo nostro blog.
Delle 114 Conferenze Episcopali rappresentate nell'assemblea sinodale, solo la metà (o forse meno della metà) è dotata di un proprio sito web in un momento in cui ogni tipo d'informazione, tempestiva e completa, trova nella tecnologia online il vettore migliore.
Non solo. Se si prendono e analizzano i website delle Conferenze episcopali si constata, con desolazione, che la maggioranza sono siti  in "standby" (per non dire agonici o morti) perché senza aggiornamenti da mesi e mesi. Spesso in molti di questi siti non si trova neanche l'ultimo documento dell'Episcopato locale che invece la stampa commerciale, o singole persone, o i social-media, pubblicano integralmente.
Per essere ancora più concreti e immediati: sono pochissimi, vere eccezioni, i  siti episcopali che hanno seguito con continuità e completezza il Sinodo recente.
Nel ricordare questo panorama piuttosto triste per il suo profilo anacronistico e sorprendetemente "fuori dal tempo", quasi "lincolniano" (nel 1865 l'Europa dovette attendere almeno 10 giorni prima di conoscere la notizia sull'uccisione del Presidente A. Lincoln), vogliamo dire subito a scanso di equivoci: siamo consapevoli che la Rete è una realtà complessa e articolata e che più della metà dei Paesi del mondo non hanno adeguate infrastrutture elettriche, telefoniche e informatiche, ma sostanzialmente Internet è - seppure a volte con difficoltà - sostanzialmente alla portata di chiunque abbia veramente interesse a usarla come vettore d'informazione.
Per le comunità ecclesiali nei Paesi dove l'Episcopato non solo ha un website (cosa che costa poco o nulla), ma lo usa per comunicare con i fedeli in modo tempestivo e significativo, il percorso verso il Sinodo 2015 sarà grandemente agevolato e sicuramente darà grandi frutti.
Purtroppo si tratta di un numero ridotto (35-40).
Laddove gli Episcopati non hanno un sito o ne hanno uno che attende da mesi di essere aggiornato, questo percorso di discussione, maturazione comunitaria, comunione e condivisione, sarà ritardato, impedito o sterilizzato prima della nascita. Questa realtà, se non cambia, potrebbe compromettere seriamente l'intero processo sinodale a cavallo tra i due appuntamenti.
Il rischio peggiore è che tutto rimanga all'interno di piccoli cerchi e il Popolo di Dio, in particolare i laici, non sia convocato ad assumersi le responsabilità che lo attendono. Papa Francesco ribadisce spesso: la Chiesa siamo tutti, non solo alcuni. Ci chiediamo: sarà proprio così in vista del Sinodo 2015?
Molto si è parlato sul questionario pre-Sinodo (38/39 domande).
I risultati della consultazione sono stati forniti in modo generico anche se i padri sinodali hanno avuto accesso completo al bilancio complessivo delle risposte.
Per ora però nulla sappiamo sulla portata di questa consultazione, e cioè, quanti Episcopati hanno sottoposto il Questionario a tutte le componenti della vita ecclesiale e quanti hanno fatto circolare il documento in ambienti ristretti.

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