martedì 7 ottobre 2014

L'idea di Francesco e l'esecuzione

(Luigi Accattoli*) Il Sinodo è partito bene: le relazioni d’apertura [cardinali Baldisseri ed Erdő] sono state più concrete rispetto agli altri Sinodi, grazie alle regole che sono state introdotte il dibattito è più spedito e mirato. Tra ieri pomeriggio e questa mattina hanno parlato in 70 e non c’è stata la tradizionale dispersione su ogni argomento. Anche la libertà di parola sembra maggiore. Ma il Sinodo riuscirà come papa Francesco l’ha sognato?
E’ necessario aspettare la conclusione di questa assemblea e lo svolgimento della seconda per poterlo dire. Al momento si può azzardare l’impressione che la partenza risponda all’idea.

La sua idea il papa l’aveva detta ai giornalisti tornando dal Brasile il 29 luglio 2013: “E’ stato con me il segretario del Sinodo dei vescovi, per il tema del prossimo Sinodo. Era un tema antropologico, ma parlando e riparlando abbiamo visto questo tema antropologico: la fede come aiuta la pianificazione della persona, ma nella famiglia, e andare quindi sulla pastorale matrimoniale”.

I padri mi pare abbiano gradito questo passaggio dalla riflessione antropologica alla ricerca pastorale. E poi gli aspetti da mettere a fuoco: sempre sull’aereo Francesco azzardò la stima che “la metà dei matrimoni sono nulli” perché “si sposano senza accorgersi che è per tutta la vita”; e accennò alla necessità di rivedere “il problema giudiziale della nullità dei matrimoni, perché i Tribunali ecclesiastici non bastano per questo”. Sappiamo che ci sono commissioni che lavorano su queste sponde da prima del Sinodo e vediamo che i sinodali paiono vigli su questi temi.

Dunque l’avvicinamento all’idea papale pare in atto. La revisione dei tribunali, lo studio di una via non giudiziale al riconoscimento delle nullità, la definizione di un nuovo titolo di nullità che potremmo chiamare “incomprensione del sacramento” sono mete che il papa già cercava in proprio. Al Sinodo chiede il consenso per quelle riforme e l’abbozzo di “una pastorale matrimoniale un po’ profonda” (sempre parole dell’aereo). Credo che Francesco sia soddisfatto delle prime due giornate di lavoro sinodale.

* www.luigiaccattoli.it

1 commento:

  1. Buongiorno, a me sembra ambiguo questa revisione sulla nullità di molti matrimoni. Va bene per il passato poiché quasi tutti i matrimoni sono nulli, ma quasi tutti i partecipanti lo sapevano o ne erano incoscienti, anche al momento di sposarsi, ma questi quasi tutti si sono sposati lo stesso perché avevano deciso di farlo. Io toglierei al matrimonio sacramentale il valore civile, che la chiesa e lo stato sia assolutamente separati. Chi si sposa in chiesa si sposa per la coscienza e il suo matrimonio sarà indissolubile, la chiesa abbia un archivio proprio dei matrimoni e il matrimonio sia solo sacro per essa. La gente per la legge civile poi conviva, si sposi etc secondo le leggi in vigore alla data. La Fede cristiana va vissuta oltre le norme e le regole che necessariamente mutano e devono mutare secondo l'evoluzione dei costumi e le culture dei vari popoli. La Fede cristiana è universale e deve stare nell'animo degli uomini al disopra delle norme di ogni nazione. Gli uomini obbediscano alla legge ma siano liberi da essa e forti nel credere nel giudizio finale di Dio nel suo Amore e nella sua misericordia.

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