giovedì 16 ottobre 2014

Non tutto è informazione (con un aggiornamento)

(Luis Badilla* - Alessandro Notarnicola*) È veramente disarmante ciò che abbiamo visto e letto in questi giorni. Parlo della copertura giornalistica del Sinodo, in particolare da parte di non pochi giornalisti che Massimo Faggioli ha ben definito «giornalisti-attivisti».

Sono tra l'altro operatori sbarcati a Roma per l'occasione con progetti precisi, studiati a tavolino, con buona disponibilità di risorse.
Ovviamente, ogni giornalista ha diritto di avere una sua opinione e ha altrettanti diritti affinché essa circoli e si ponga su un piano di dialogo con altri pareri espressi da distinti commentatori. Sarebbe un pregevole contributo alla chiarezza e un gesto di buona educazione nei confronti dei lettori fare il giornalista, praticare la non sempre facile professione giornalistica.
Cercare di far passare opinioni personali come informazione oggettiva diventa in seguito insopportabile, e comportamenti simili vanno rimandati esplicitamente all'attivista-mittente.
Attorno al Sinodo, da qualche giorno, crescono testi, interviste e servizi che vorrebbero far credere all'utente che quanto si afferma è vero, quando in realtà si tratta di analisi e commenti personalissimi dell'autore, o addirittura della linea editoriale prefissa dalla testata di riferimento.
Tutto passa per veritiero, tutto prende forma come si trattasse di una vera cronaca parallela allo svolgersi dei lavori sinodali, tutto in questa maniera si presenta fallacemente provocando il cosiddetto «caos della notiziabilità». Questa folta pattuglia di «giornalisti-attivisti» ha una grande capacità di azione e sembra muoversi con un certo coordinamento allo scopo di fare lobbying.
L'idea sembra semplice, ma efficace: creare ondate di stampa che in qualche modo finiscano per condizionare le riflessioni dei padri sinodali, eventualità (per fortuna) inverosimile. Una delle caratteristiche dei lavori del Sinodo, sino ad oggi, è proprio quella di non essere un'assemblea soggetta a vani condizionamenti di propaganda esterna fatta di affermazioni non vere, mezze verità, confusioni deliberate, rumors e gossip.
È proprio il caso di prendere sul serio la riflessione di Faggioli, che ha scritto: «Nessuno sembra aver notato infatti come il ruolo della stampa vera al Sinodo sia accompagnato, se non in certi casi oscurato, da quello degli attivisti. Una delle cose sorprendenti (a dir poco) della conferenza stampa di martedì è stato vedere lo spazio enorme dato, in conferenza stampa, a giornalisti-attivisti americani, come quelli di "Voice of the Family". Questi giornalisti-attivisti hanno incitato apertamente il cardinale Napier in conferenza stampa (e in questi giorni chissà quanti altri membri del Sinodo) a un’aperta ribellione contro il Sinodo, la Relatio e la sua gestione».
Per fortuna, occorre dunque sottolinearlo, la stragrande maggioranza dei giornalisti che segue i lavori sinodali lo ha fatto e lo fa ancora con estrema professionalità, serietà e consapevolezza del proprio delicatissimo compito, il quale non si limita solo a informare nel modo più veritiero possibile ma diviene fondamentale e di base per la formazione dell'opinione pubblica.
Questi operatori sociali dell'informazione sono consapevoli inoltre che la «notizia», soprattutto se riguarda questioni di grande rilevanza etica e morale, non è una «merce» qualsiasi che si può offrire o vendere per interesse, convenienza o ideologia. Ci affidiamo pertanto a costoro, come abbiamo fatto nel corso di questi giorni.


Aggiornamento: a proposito di una fantasiosa ricostruzione stampa. Secondo fantasiose ricostruzioni di stampa, pubblicate in queste ore su un blog personale di un vaticanista italiano, Marco Tosatti, questa mattina i padri sinodali sarebbero stati soggetti a un «sistema censorio». Si parla di «proteste», «padri sinodali che si ribellano», «applausi fragorosi», «un papa muto e serissimo».
In merito alle discussioni sinodali riguardanti la pubblicazione delle relazioni dei Circoli minori infatti – come è riportato in quel blog – sarebbe avvenuta una «spaccatura» tra i padri sinodali, in seguito all'annuncio realizzato dal cardinale Lorenzo Baldisseri secondo cui non sarebbe stato opportuno pubblicare i documenti relativi ai Circuli minores. In aggiunta a quanto è stato fin qui riferito, sempre la stessa fonte contempla un atteggiamento silenzioso e serissimo del santo padre, il quale avrebbe partecipato alla discussione sinodale senza intervenire o prendere posizione alcuna.
Da fonti attendibili da noi consultate con responsabilità e seguendo il criterio giornalistico della veridicità del fatto accaduto, siamo in grado di confermare che, effettivamente, alla fine delle relazioni il card. Baldisseri ha ritenuto opportuno comunicare ai partecipanti che i testi delle relazioni non sarebbero stati pubblicati successivamente.
Ovviamente si è subito aperto un dibattito, nel corso del quale è intervenuto primariamente il card. George Pell, al quale si sono aggiunte le riflessioni del card. Peter Erdő (Budapest), del card. Lluís Martínez Sistach (Barcellona), del card. André Vingt-Trois (Parigi) e di diversi altri padri sinodali.
La stragrande maggioranza peraltro ha chiesto la pubblicazione, oggetto di disaccordi, dei documenti. Al contempo, mentre il card. Lorenzo Baldisseri non sapeva se proseguire il dibattito su una prevista e mancata pubblicazione delle relazioni, il santo padre lo ha esortato perché continuassero gli interventi al fine di conoscere la maggior quantità delle opinioni dei presenti.
In pochi minuti dunque l'orientamento ampiamente maggioritario dell'assemblea sinodale è apparso lucido e inequivocabile: procedere alla pubblicazione completa delle relazioni presentate in aula. Per coloro che hanno assistito ai lavori mattutini sin dall'inizio è apparso che il tutto andava risolvendosi in uno scambio di pareri naturale alla dinamica del Sinodo stesso e mai qualcuno ha sollevato proteste o reso il dibattito acceso e caotico.
In merito a quanto è stato comunicato pertanto non vi è quindi nessun motivo di dare una impressione negativa sul comportamento del papa, che anzi ha desiderato sentire e seguire il parere dell’assemblea, ricoprendo le vesti dell'arbiter inter partes, che non giudica ma accompagna, pronto ad accogliere qualsiasi riflessione idonea a favorire la ricerca pastorale di risposte utili all'elaborazione della Relatio Synodi.



*Redazione Il Sismografo, www.ilsismografo.blogspot.it.

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