domenica 5 ottobre 2014

Papa Francesco: il Sinodo deve prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l’«odore» degli uomini d’oggi

(Luis Badilla* - Alessandro Notarnicola) Nel pomeriggio di ieri nel corso della sua allocuzione in Piazza San Pietro, in occasione della Veglia di preghiera per il Sinodo straordinario sulla famiglia, Papa Francesco ha già indicato molte “piste” per i lavori dell'attesa assise episcopale che ha aperto oggi con la celebrazione eucaristica nella Basilica di San Pietro.

Tre esortazioni di spirito e di stile

Papa Francesco per la preghiera speciale di ieri ha sottolineato tre invocazioni precise che in qualche modo richiamano lo spirito e lo stile che vorrebbe per i lavori sinodali dall’inizio alla fine.
  • Il dono dell’ascolto (di Dio e del Popolo): “ascolto di Dio, fino a sentire con Lui il grido del popolo; ascolto del popolo, fino a respirarvi la volontà a cui Dio ci chiama.
  • Oltre l’ascolto, Francesco invocò “la disponibilità a un confronto sincero, aperto e fraterno, che ci porti a farci carico con responsabilità pastorale degli interrogativi che questo cambiamento d’epoca porta con sé”.
  • “Il terzo dono che imploriamo con la nostra preghiera” è “uno sguardo”, ha aggiunto il Papa osservando subito: “Perché, se davvero intendiamo verificare il nostro passo sul terreno delle sfide contemporanee, la condizione decisiva è mantenere fisso lo sguardo su Gesù Cristo, sostare nella contemplazione e nell’adorazione del suo volto. Se assumeremo il suo modo di pensare, di vivere e di relazionarsi, non faticheremo a tradurre il lavoro sinodale in indicazioni e percorsi per la pastorale della persona e della famiglia.”

Su alcune di queste esortazioni, seppure con altre parole il papa è tornato anche oggi nella sua omelia in San Pietro, in particolare quando ha detto indirizzando le sua parole direttamente ai padri sinodali: “Anche noi, nel Sinodo dei vescovi, siamo chiamati a lavorare per la vigna del Signore. Le Assemblee sinodali non servono per discutere idee belle e originali, o per vedere chi è più intelligente… Servono per coltivare e custodire meglio la vigna del Signore, per cooperare al suo sogno, al suo progetto d’amore sul suo popolo. In questo caso, il Signore ci chiede di prenderci cura della famiglia, che fin dalle origini è parte integrante del suo disegno d’amore per l’umanità. Anche per noi ci può essere la tentazione di “impadronirci” della vigna, a causa della cupidigia che non manca mai in noi esseri umani. Il sogno di Dio si scontra sempre con l’ipocrisia di alcuni suoi servitori.”

L'importanza del Sinodo

Nell’allocuzione di ieri sabato, al termine della Veglia di preghiera, il santo padre ha voluto però fare una rilevante precisazione sul perché e sull'importanza dell'assise sinodale sottolineando per primo “il convenire in unum attorno al vescovo di Roma (…) evento di grazia, nel quale la collegialità episcopale si manifesta in un cammino di discernimento spirituale e pastorale”.
In concreto, per il papa, il Sinodo serve “per ricercare ciò che oggi il Signore chiede alla sua Chiesa”, e perciò ha aggiunto “dobbiamo prestare orecchio ai battiti di questo tempo e percepire l’«odore» degli uomini d’oggi, fino a restare impregnati delle loro gioie e speranze, delle loro tristezze e angosce: a quel punto sapremo proporre con credibilità la buona notizia sulla famiglia. Conosciamo, infatti, come nel Vangelo ci siano una forza e una tenerezza capaci di vincere ciò che crea infelicità e violenza. Si, nel Vangelo c’è la salvezza che colma i bisogni più profondi dell’uomo! Di questa salvezza — opera della misericordia di Dio e sua grazia — come Chiesa siamo segno e strumento, sacramento vivo ed efficace. Se così non fosse, il nostro edificio resterebbe solo un castello di carte e i pastori si ridurrebbero a chierici di stato, sulle cui labbra il popolo cercherebbe invano la freschezza e il “profumo del Vangelo”.

Rinnovare la Chiesa e la società

Papa Francesco ha concluso le sue riflessioni di sabato alla vigilia del Sinodo con un puntuale invito al rinnovamento della Chiesa e della società. In un Sinodo così concepito e così portato a compimento  "il nostro ascolto e il nostro confronto sulla famiglia, amata con lo sguardo di Cristo, diventeranno un’occasione provvidenziale con cui rinnovare - sull'esempio di san Francesco d’Assisi - la Chiesa e la società. Con la gioia del Vangelo ritroveremo il passo di una Chiesa riconciliata e misericordiosa, povera e amica dei poveri; una Chiesa in grado di “vincere con pazienza e amore le afflizioni e le difficoltà che le vengono sia da dentro che da fuori”.

Al servizio di un’umanità riconciliata

Significativo infine, nelle parole del papa, il richiamo finale ai primi missionari. Francesco ha concluso: “Possa soffiare il Vento della Pentecoste sui lavori sinodali, sulla Chiesa, sull'umanità intera. Sciolga i nodi che impediscono alle persone di incontrarsi, sani le ferite che sanguinano, riaccenda la speranza. Ci conceda quella carità creativa che consente di amare come Gesù ha amato. E il nostro annuncio ritroverà la vivacità e il dinamismo dei primi missionari del Vangelo."

* Direttore de Il Sismografo, ilsismografo.blogspot.it


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