giovedì 16 ottobre 2014

Più si pubblica meglio è (la dialettica non è indolore)


(Luigi Accattoli*) Trovo ottimo che l’assemblea abbia deciso di pubblicare le relazioni dei dieci circoli minori, come già avevo ritenuto buona la pubblicazione della Relazione dopo il dibattito. In altro commento, domenica 12, avevo lamentato che nelle informazioni sul dibattito generale non si fossero dati i nomi dei padri accanto ai loro pareri: dalla trasparenza vengono conflitti ma anche salute.
Dato che la pubblicazione della Relazione Erdö-Forte aveva provocato uno straordinario interesse dei media, che a sua volta aveva generato sconcerto tra i padri, trovo ragionevole la comunicazione all’assemblea fatta ieri mattina in aula dal cardinale segretario Baldisseri, al termine della lettura dei dieci rapporti, che essi non sarebbero stati pubblicati.
Un’idea ragionevole, stante il rumore provocato dall’altra pubblicazione, ma un’idea errata: se si pubblica una bozza è giusto che si pubblichino le reazioni alla bozza.
Ancora più errata sarebbe da considerare quell’idea se fosse stata motivata non solo dal timore di una nuova ondata di chiasso esterno e di malumori interni, ma dal proposito di tenere nascoste le critiche alla relazione venute dai Circoli.
Se il papa e gli episcopati sono davvero intenzionati ad andare avanti nella scelta di rendere effettiva la consultazione sinodale – che fino a ieri era stata celebrativa – devono compiere ancora buoni passi sia nell’accettazione della dialettica interna, che non è mai indolore, sia nella disponibilità al confronto con l’opinione pubblica che non è un gioco.
Credo che la fatica informativa che stanno facendo i responsabili del Sinodo sia feconda in vista dell’assemblea del prossimo anno, che dovrà essere più comunicante ad extra. Ma credo che quella fatica debba essere vista come una buona scuola anche per quanti nelle Conferenze episcopali dovranno gestire l’anno sinodale e magari sono meno preparati di quanto non lo fossero al vertice della macchina sinodale.
Anche e soprattutto in periferia sarà necessario comunicare.
Avanti dunque con la parresia: l’ha chiesta il Papa e si è appena affacciata.
Sarebbe il colmo che ne fossimo già stanchi.

*www.luigiaccattoli.it

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