domenica 12 ottobre 2014

Sinodo e media: azzardo una proposta

(Luigi Accattoli*) In un’intervista a L’Osservatore Romano di oggi, il cardinale Baldisseri elenca le novità della macchina sinodale sperimentate nella prima settimana e tra esse mette la “semplificazione” – così la chiama – dell’informazione ottenuta “puntando sugli incontri con i giornalisti, anche da parte dei singoli padri, che sono ovviamente liberi di rilasciare interviste; e abbandonando il sistema dei riassunti perché in realtà non rispecchiavano gli interventi: il testo iniziale scritto era sintetizzato e diffuso, ma quello pronunciato in aula veniva poi modificato”.

Il segretario generale è soddisfatto ma c’è in giro molta polemica e non tutta fuori posto. Chi ha parlato di Sinodo blindato e di comunicazione a senso unico probabilmente aveva altre mire che quella informativa: criticare comunque la conduzione bergogliana del Sinodo, come magari già critica ogni altra iniziativa del papa argentino.

Ma da giornalista che simpatizza con le novità bergogliane dico che il nuovo sistema mi pare realmente difettoso. Il vecchio modo dava i sunti previ con i nomi, il nuovo dà i sunti reali senza nomi, ma insoddisfacente era quello e insoddisfacente è questo.
Le interviste ora sono favorite mentre prima erano scoraggiate ma sinceramente non si tratta di una grande novità.
Avendo seguito da informatore tutti i Sinodi dal 1967 a oggi (che sono 26), per quello del 2015 suggerisco che vengano dati integrali e con il nome dei padri che li pronunciano gli interventi programmati (che ora invece vengono riassunti per tematiche, senza fare i nomi) e che non venga dato nulla degli “interventi liberi”: facendo salvi – così – sia il diritto all’informazione sostanziale su quanto avviene nell’aula sia quello alla libertà dei padri dal condizionamento mediatico.

Mi pare che la polemica mediatica di questi giorni su quanto hanno detto il cardinale Burke e l’arcivescovo Forte, per fare due nomi sensibili, non sia utile né a chi lavora dentro né a chi segue da fuori.


*www.luigiaccattoli.it

2 commenti:

  1. Il giornalista e vaticanista, relativamente alla sua professione ha ragione,
    vuole le fonti......

    Ma il mondo degli amici di Burke, del conservatorismo, dei tradizionalisti, dei sedevacantisti,
    non attendeva altro che di sapere le fonti,

    poter sapere chi dei vescovi diceva cosa,
    per
    poterli attaccare singolarmente
    e ferocemente,

    basta vedere la stampa dei conservatori,
    i blog conservatori,
    i blog tradizionalisti

    tutta in assetto di guerra
    con una voglia matta di veder schizzare il sangue....
    dalla gola dei vescovi....

    Io credo che,
    in fase sperimentale,
    si sia voluto proteggere il "volto dei vescovi in aula sinodale" cioè la LIBERTà dei vescovi.

    In questo momento storico,
    la stampa
    - progressista-
    - reazionaria,

    si sta comportando
    come si è comportato per più di 1.000 l'imperatore, il re, il principe,

    decidendo
    chi doveva essere papa,
    chi doveva essere vescovo,
    quando si doveva tenere un concilio
    di cosa si doveva discutere in concilio o sinodo che fosse.

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    1. Faccio sommessamente presente che i vari Burke, Caffarra, Mueller non sono tradizionalisti, conservatori, sedevacantisti. Sono semplicemente persone che sempre hanno accolto il magistero della Chiesa, soprattutto quello che si è sviluppato dopo il Concilio Vaticano II e che ha avuto in Paolo VI, S. Giovanni Paolo II, Benedetto XVI persone di prima grandezza che hanno saputo coniugare verità e misericordia. E' puerile pensare che ci sia voluto Papa Francesco per far riscoprire la misericordia alla Chiesa, anche se l'attuale Papa si distingue per i suoi attacchi al vetriolo contro questi prelati definiti pastori che impongono pesi che loro non sollevano neppure con un dito. Ci sarebbe da dire molto sull' uso della misericordia che concretamente ne fa Papa Francesco: vedi fra tutto il caso dei Frati e delle Suore dell' Immacolata. Da un lato dice che non si deve prendere a pedate chi sbaglia (ma non si sa cosa abbiano combinato questi religiosi), dall' altro costringe ad una sorta di arresti domiciliari Frati e Suore dell' Immacolato vietando di abbandonare l'Istituto per almeno tre anni...e gli esempi potrebbero continuare....

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