sabato 25 ottobre 2014

Le Chiese locali sono pronte per il 2015?

(Luis Badilla) Si sa che la conclusione del Sinodo straordinario sulla famiglia è stata anche l'apertura del processo, lungo un anno, del XIV Sinodo ordinario che nell'ottobre 2015 chiuderà con decisioni precise, e ci auguriamo leggibili e all'altezza delle richieste, l'intero percorso che complessivamente avrà avuto una durata di tre anni.

venerdì 24 ottobre 2014

Le cinque vie per il prossimo Sinodo

(Andrea Grillo) Con i diversi interventi, che si sono susseguiti durante il Sinodo straordinario dei vescovi, sono state gradualmente configurate diverse forme di proposta per affrontare il problema forse avvertito come più spinoso, ossia la possibilità di accesso alla comunione da parte dei divorziati risposati.

giovedì 23 ottobre 2014

Con gli occhi dei fratelli separati

Valérie Duval-Poujol.
In chiusura del Sinodo dei vescovi sul tema della famiglia, l'agenzia stampa NEV (22.10.2014, n. 43) della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia ha intervistato, per il quotidiano online Riforma.it (www.riforma.it), Valérie Duval-Poujol, teologa battista, unica donna degli otto "delegati fraterni" presenti al Sinodo. L'intervista è a cura di Claudio Paravati.


Qual è stata la sua impressione del Sinodo?
Tre cose mi hanno colpita. Innanzitutto mi sembra che sul Sinodo abbia soffiato nuovamente lo spirito del Vaticano II, soprattutto nella dimensione della collegialità.


mercoledì 22 ottobre 2014

L'ora dei laici

(Luis Badilla – Alessandro Notarnicola) Nel documento conclusivo della III Assemblea generale straordinaria del Sinodo dei vescovi (Relatio Synodi) "Le sfide pastorali sulla famiglia nel contesto dell’evangelizzazione" la parola "laici" si ripete per tre volte e per una sola "laicato”, nei 62 paragrafi che compongono complessivamente un totale di 18 cartelle: ai nn. 38, 46, 49 e 59.
Queste pochi cenni non sembrano dare un giusto peso e adeguata rilevanza a una componente fondamentale della Chiesa, componente che tra l’altro è stata esortata più volte dal santo padre a partecipare con maggiore interesse, vitalità e coinvolgimento all’attività ecclesiale.

La Grazia non prescinde dalla natura

Il card. Gianfranco Ravasi, durante i lavori sinodali - L'Osservatore Romano
(Fabio Colagrande*) "L'elemento che mi ha colpito di più è stata la vivacità del Sinodo: non solo dal punto di vista esteriore ma come manifestazione di libertà e di un'interiorità profonda. Il segno che il tema era interessante e l'assemblea era coinvolta". Il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, racconta così la sua esperienza al Sinodo straordinario sulla famiglia, il terzo a cui ha partecipato, durante il quale ha presieduto la commissione per il Messaggio.
Il Messaggio conclusivo del Sinodo afferma che "Cristo ha voluto che la sua Chiesa fosse una casa con la porta sempre aperta nell'accoglienza, senza escludere nessuno".

martedì 21 ottobre 2014

Il blog continua


(Maria Elisabetta Gandolfi) La consapevolezza che l’invio dei questionari alle Chiese locali in preparazione al Sinodo 2014 non sarebbe stato un dettaglio accessorio del nuovo pontificato ma uno stile di governo di papa Francesco ci ha portato a tradurre la richiesta della “più ampia partecipazione possibile” nel lancio dell’iniziativa “Aiuta la Chiesa ad ascoltare le famiglie”:

Un problema o un valore?

(Guido Mocellin*) La metafora del racconto del Sinodo come una febbre, su cui costruivo il mio post del 17 ottobre, era piaciuta in particolare a uno dei miei 25 lettori, l’ottimo John Thavis, che in un commento su Facebook si era chiesto quanto sarebbe nuovamente salita la «febbre» nel «sabato sera» delle votazioni finali. «È la febbre del sinodo sera» era anche la scritta che campeggiava su una vignetta di Massimo Bucchi comparsa domenica 19 su La Repubblica.

La lezione del Sinodo

(Vania De Luca*)

Famiglia, verso il sinodo 2015

Un'assemblea sinodale ha sempre una certa importanza, per la chiesa ma non solo, ma mai c'era stata una così vasta eco sulla stampa e un'attenzione così attenta dell'opinione pubblica internazionale come è avvenuto per il sinodo straordinario sulla famiglia. Questo per due motivi: per la delicatezza del tema (la famiglia, le famiglie, i figli, l'amore, le ferite, le diverse forme di unione o di convivenza) e per il metodo che il primo sinodo dell'era Francesco ha inaugurato.

La frattura del Sinodo

(Gilberto Borghi) Tutti a fare i conti. Con la pretesa di cogliere con chiarezza chi ha vinto e chi ha perso. Come dopo ogni elezione politica in Italia, ad appena due giorni dalla chiusura del sinodo tutti si affannano a proclamarsi vincitori. Cercando nelle pieghe degli scrutini di ogni numero della “Relatio Synodi” la pezza d’appoggio per la loro tesi. C’era da immaginarselo.
Sarà per vizio o per abitudine, ma sono convinto che al di là dei voti, le parole siano più capaci di restituirci la “mens” profonda del Sinodo.

lunedì 20 ottobre 2014

Dal "motu proprio" al motu "communi"


(Andrea Grillo) A conclusione del Sinodo Straordinario possiamo scorgere una serie di “conseguenze indirette” generate dalle logiche originali di questa Assemblea episcopale.
Per il fatto che il “linguaggio cambia”, per il fatto che non solo si auspica, ma si realizza una “conversione di linguaggio”, cambiano anche i rapporti tra i diversi documenti frutto del lavoro sinodale. Il “messaggio”, che prima introduceva la possibilità di un linguaggio diverso all’interno di una espressione più classica e convenzionale delle proposizioni conclusive, oggi si trova quasi superato dalla “ufficialità ripensata” sia della relatio sia del Discorso papale.

Le nostre firme

Il blog del Regno continua; la pagina web www.ilregno.it tra pochi giorni sarà completamente rinnovata; e la rivista su carta prosegue la sua attività d’informazione e documentazione che la caratterizza sin dai tempi del Concilio: sosteneteci abbonandovi seguendo questo link.

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Ai fedeli d'ogni angolo del pianeta

(Basilio Petrà*) La Relatio Synodi presentata a conclusione del Sinodo ha visto un affannoso computo dei placet e dei non placet, per stabilire se era stato raggiunto il quorum previsto per l’approvazione di ogni numero. Un affanno legittimo, a dire il vero, anche se segnato per lo più da un equivoco di fondo: il Sinodo dei vescovi non è un’assemblea parlamentare chiamata a votare e ad approvare progetti di legge perché diventino legge dello stato.

domenica 19 ottobre 2014

I voti pubblicati: quanta tribolazione risparmiata!

(Luigi Accattoli*) La decisione del papa di pubblicare subito la Relatio sinodi e di rendere noto il voto ottenuto da ognuno dei 62 paragrafi è una buona novità che aiuterà le altre novità che ci attendiamo da questa stagione sinodale e collegiale e comunitaria che nel suo insieme durerà due anni: dalla decisione di indire i due Sinodi, che risale all’ottobre dell’anno scorso, allo svolgimento del secondo dei due che avremo nell’ottobre del prossimo anno.

L'amore autentico... ci sta a cuore

(Raffaele Luise) La coincidenza tra la conclusione del Sinodo straordinario sulla famiglia e la registrazione del "matrimonio" delle sedici coppie‎ gay presso il Comune di Roma, si presta a considerazioni importanti, se si rifiuta qualsiasi ottica ideologica.

Omelia del Santo Padre durante la Santa Messa di chiusura del Sinodo dei vescovi

Abbiamo appena ascoltato una delle frasi più celebri di tutto il Vangelo: «Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio» (Mt 22,21).
Alla provocazione dei farisei che, per così dire, volevano fargli l’esame di religione e condurlo in errore, Gesù risponde con questa frase ironica e geniale.