giovedì 10 settembre 2015

Il Sinodo sulla famiglia è vicino frère Roger insegna come parlarne

Wikichiesa di Guido Mocellin (9.9.2015)


Ancor prima che la Santa Sede pubblicasse ieri i due motu proprio «sulla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio», il mio solerte robot andava segnalandomi il lento ma costante crescere dell'«intersinodo», che ormai possiamo chiamare «presinodo», tra i maggiori temi di discussione nella WikiChiesa.

Siamo già intorno al 10% e tra le voci più recenti ve ne sono di massimamente autorevoli: da Enzo Bianchi e padre Spadaro ai cardinali Müller e Caffarra, quest'ultimo in un dialogo (molto) immaginario col cardinale Kasper. Chi vuole avere un ventaglio più ampio, ha a disposizione due blog: «L'indice del Sinodo», attendato presso il sito de Il Regno, e «Sinodo 2015 Osservatorio», costruito a lato del sito di «Nbq».

Memore della densità delle giornate dell'ottobre 2014, attendo con trepidazione l'avvio dei lavori sinodali, non solo per quanto riguarda il merito delle discussioni ma anche per misurare nuovamente la pressione dell'opinione pubblica nella Chiesa: sapremo resistere alle sette «tentazioni» in cui papa Francesco, nel discorso di chiusura, aveva stigmatizzato, accanto alle «consolazioni», i «momenti di desolazione» del Sinodo straordinario?

Così provo a fissarmi nella mente e nel cuore poche parole pronunciate in questi giorni proprio dal cardinal Kasper (su L'Osservatore romano, ripreso dal blog «Sperare per tutti», http://tinyurl.com/pa955cf). Sono in memoria di frère Roger, il fondatore di Taizé, di cui si è appena celebrato il decennale della morte, e in particolare focalizzano il suo profilo di teologo.

Ma per come sono formulate mi sento di proporle a riferimento di tutti quanti ci appassioniamo nel raccontare e riflettere di fede e di Chiesa. Con ammirazione, dice infatti Kasper che frère Roger sapeva «parlare di Dio», e che lo faceva «in modo esistenziale». Lo definisce «un teologo in ginocchio, che nel silenzio ascoltava ciò che lo Spirito voleva dirgli». Che «viveva quello che diceva ed era sul cammino che portava verso la speranza».

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