giovedì 22 ottobre 2015

Perplessità, desiderata, paure e molti rinvii al vescovo di Roma

di Franco Ferrari*

Questo sembra essere il risultato, che emerge dalle relazioni dei 13 circoli minori sulla terza e ultima parte del Documento di lavoro che aveva per titolo “La missione della famiglia oggi”.
Questa parte contiene le sfide della famiglia del terzo millennio che aspettano le risposte pastorali più difficili e che i padri, in innumerevoli occasioni, hanno detto di voler affrontare con “coraggio e creatività”. L’impegno indubbiamente c’è stato ed è stato notevole, ma sembra essersi arrestato di fronte al fatto che i padri hanno dato l’impressione di prendere via via consapevolezza che occorrono approfondimenti a molti livelli (biblico, teologico, dottrinale, canonico) per giungere a risposte certe e condivise.
In diverse relazioni si trovano i segnali più o meno espliciti di questa esigenza.

I padri di lingua spagnola, convenuti nel Circolo iberico “A”, si chiedono:
"Sembra che sul tema della vicinanza siamo tutti d’accordo, ma, che cosa succede quando si affronta quello dell’accesso ai sacramenti?"

Anche il gruppo di lingua tedesca, il più preparato teologicamente se non altro per la presenza dei cardinali Müller, Kasper, Marx, Koch K. e Schönborn, alla fine sembra arrendersi e, all’unanimità, non può che affermare:
"I dibattiti hanno dimostrato che anche qui non esistono soluzioni semplici e generali. […] hanno mostrato chiaramente che sono necessari alcuni chiarimenti e approfondimenti per esaminare meglio la complessità di tali questioni alla luce del Vangelo, della dottrina della Chiesa e con il dono del discernimento".

Cardinali, vescovi e laici di lingua francese del Circolus Gallicus “C” affermano e si domandano, un po’ sconsolati:
"Ognuno di noi andrà via da qui un po’ cambiato: sarà forse questo uno dei criteri essenziali per valutare il successo di questo sinodo. Abbiamo vissuto un vero tempo di riciclaggio teologico e pastorale […].Ci siamo permessi di sognare parlando dei diversi campi familiari che accolgono il seme, delineando metodi di approvvigionamento d’acqua ed esprimendo le nostre speranze per i frutti. Ma potremo realizzare questi sogni? Abbiamo le risorse per farlo? La vita reale ci permetterà di farlo?"

Ma forse al fondo di tutto potrebbe stare la “misericordia”. La Chiesa che propone l’attuale Vescovo di Roma è quella che dovrebbe saper utilizzare la medicina della misericordia, non solo sui temi della famiglia. Forse la misericordia fa paura, intimorisce, lascia un po’ spaesati e senza parole. L’ha portato a livello cosciente un Padre di lingua inglese che, nel Circolus Anglicus “D”, ha ricordato:
"che i vescovi non possono essere più misericordiosi delle parole di Gesù. Il Signore non è vincolato dalle regole della Chiesa, ma la Chiesa è molto vincolata dalle parole di Gesù".
Eppure, nello stesso circolo c’è stato anche chi
"ha parlato del potere delle chiavi e della capacità del Santo Padre di cambiare le cose. Ha detto che il papa può, di fatto, torcere le mani di Dio".

Alla fine i padri, come già appariva chiaro da giorni, proporranno al papa un documento con tanti interrogativi e si affideranno al suo discernimento, alle sue scelte, come bene hanno esplicitato i padri del Circolo ispanico “B”:
"Crediamo che il dono migliore che possiamo fare al Santo Padre sia di comunicargli i nostri dubbi e i nostri risultati, affinché possa, con l’aiuto dello Spirito, indicare alla Chiesa e al mondo la salvezza di cui è portatore, custode e centro dell’unità della fede".

D’altra parte, il Sinodo ha solo un potere consultivo ed era così anche in passato. I padri proponevano un documento che il papa utilizzava secondo le sue valutazioni per produrre un documento magisteriale per tutta la Chiesa.

Ci si potrebbe chiedere come mai in questa seconda assemblea sinodale, invece di una Relazione introduttiva, che di fatto ha detto ciò che già si sapeva, non si sia pensato di affidare ad alcuni specialisti delle materie interessate (biblista, teologo, canonista, liturgista) relazioni di mis à jour sullo stato dell’arte della ricerca scientifica sui temi più difficili della terza parte del Documento di lavoro. E la domanda non è così impertinente come potrebbe sembrare.

* pubblicato il 22 ottobre 2015 sul sito di Missione oggi.

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