venerdì 16 ottobre 2015

Sinodo: i no di cui tutti parlano e un sì rimasto un po' in sordina

di Guido Mocellin*

La febbre del Sinodo non scende, ma si stabilizza: siti e web ne parlano per il 40%, se mi riferisco al Sinodo in senso stretto; il 52% se metto sul conto del Sinodo anche le parole che il Papa ha pronunciato fuori dal Sinodo e quelle che abbiamo scritto a proposito di monsignor Charamsa (e di don Flaim: il sacerdote trentino la cui intervista sulla pedofilia, d'ora in poi, andrà citata come il modello di ciò che i media non devono fare e che i preti non devono pensare).

Senza dare ulteriore spazio ai numeri, rilevo che i contenuti di tanti commenti ruotano intorno a una serie di precisazioni su ciò che il Sinodo non è: non è già finito, nel senso che ogni affermazione di un padre sinodale, per quanto autorevole, ha l'autorità di chi la pronuncia e non dell'assemblea; non è convocato per modificare la dottrina, ma per affrontare le problematiche pastorali; non è un derby, nel senso che non va ritratto come la competizione tra due fazioni o lobby irriducibilmente rivali; non è un parlamento, nel senso che le dinamiche ecclesiali sono più articolate di quelle delle assemblee legislative; non vi sono logiche cospirative che mirano a pilotarlo.

Si deve invece all'attento scouting compiuto dal blog "L'indice del Sinodo" (e a poche altre fonti, perlopiù francofone) aver messo in rilievo un sì che in altri momenti si sarebbe guadagnato certamente più attenzione: quello di monsignor Durocher, arcivescovo di Gatineau (Canada). Tutto orientato al tema della dignità della donna nella Chiesa e nella società, il suo intervento in aula (http://tinyurl.com/qcytxod), che è ripreso in forma integrale dal suo blog personale, chiede infatti al Sinodo di pronunciarsi per l'accesso delle donne al diaconato permanente, essendo tale ordine «orientato al ministero e non al sacerdozio».

Corollario: gli interventi integrali dei vescovi in aula sono dunque, potenzialmente, pubblici: basta andarli a cercare, e nell'era di Internet forse è un po' più facile di una volta...

* dalla rubrica Wikichiesa, Avvenire, 9 ottobre 2015.

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