mercoledì 8 luglio 2015

Intervista al moralista Schockenhoff


di Nicolò Bonetti*
Il professore Eberhard Schockenhoff ci ha gentilmente concesso questa intervista su alcune questioni di teologia morale; egli è nato nel 1953 a Stoccarda, ha studiato teologia a Roma e a Tubinga, è stato ordinato sacerdote nel 1978, ha ottenuto la licenza in teologia morale l'anno successivo con Klaus Demmer, nel 1986 ha conseguito il dottorato con Alfons Auer, dal 1986 al 1989 è stato assistente di Walter Kasper a Tubinga, dal 1990 al 1994 ha insegnato teologia morale a Ratisbona, dal 1994 insegna la stessa disciplina a Friburgo in Brisgovia, dal 1992 al 2004 è stato assistente dei medici cattolici tedeschi, dal 1995 al 2005 è stato membro della Commissione per il dialogo ecumenico "Chiesa e giustificazione" tra la Federazione Luterana Mondiale e la Chiesa cattolica, dal 2001 è direttore del Journal of Medical Ethics e del membro del Consiglio nazionale di etica.

martedì 7 luglio 2015

Il vino migliore può ancora venire

di papa Francesco

Nel mese di luglio papa Francesco sospende le udienze generali e quindi anche le catechesi sulla famiglia. Riprendiamo però in questa pagina dedicata a "Le Catechesi di Francesco" il testo dell'omelia pronunciata il 6 luglio a Guayaquil (Ecuador) durante il viaggio che dal 5 al 12 di questo mese porta il papa in America latina perché è una vera e propria catechesi sulla famiglia a partire dal passo di Gv 2,1-11) e una riflessione sul prossimo Sinodo ordinario (red.).

domenica 5 luglio 2015

Conosciamo davvero l'ortodossia?

di Basilio Petrà

L’Instrumentum laboris dedica il n. 129 alla “peculiarità della tradizione ortodossa”. Esso suona così: “Il riferimento che alcuni fanno alla prassi matrimoniale delle Chiese ortodosse deve tener conto della diversità di concezione teologica delle nozze. Nell’Ortodossia c’è la tendenza a ricondurre la prassi di benedire le seconde unioni alla nozione di “economia” (oikonomia), intesa come condiscendenza pastorale nei confronti dei matrimoni falliti, senza mettere in discussione l’ideale della monogamia assoluta, ovvero dell’unicità del matrimonio. Questa benedizione è di per sé una celebrazione penitenziale per invocare la grazia dello Spirito Santo, affinché sani la debolezza umana e riconduca i penitenti alla comunione con la Chiesa”.