mercoledì 13 aprile 2016

La svolta pastorale di papa Francesco

di Massimo Faggioli*


Con il titolo Amoris laetitia papa Francesco ha pubblicato l'esortazione apostolica postsinodale che conclude (ma in un certo senso anche riapre) il dibattito che ha coinvolto la chiesa cattolica tra 2014 e 2015 sui temi del matrimonio e della famiglia. Con nove capitoli, 325 paragrafi, e 391 note a pie' di pagina è un testo molto più lungo della Familiaris consortio di Giovanni Paolo II (1981), anche a causa del linguaggio di tipo catechetico.

Quello di Giovanni Paolo II e di Francesco sono testi formalmente dello stesso tipo - esortazioni apostoliche postsinodali - ma di natura diversa: il Sinodo di papa Francesco in due tappe, ottobre 2014 e ottobre 2015, è stato un dibattito sinodale vero, aperto, e a tratti aspro, in cui l'opposizione a papa Francesco non ha esitato a criticare il papa in un modo che non venne mai usato nei confronti dei predecessori.


Ciononostante, Francesco in Amoris laetitia non esita a indicare la direzione di marcia della chiesa della misericordia che ha in mente: lo fa citando abbondantemente dalle relazioni finali dei Sinodi 2014 e 2015, e in particolare dai testi approvati dalla maggioranza, ma rigettati da una consistente minoranza (in particolare i numeri 84, 85 e 86 della relazione finale del 2015).

Amoris laetitia è un documento di papa Francesco, ma anche della chiesa di Francesco (con citazioni dalle conferenze episcopali, come negli altri documenti di Francesco). Vi sono alcuni chiari passi in avanti, alcune esitazioni e compromessi, e alcuni silenzi in attesa della maturazione del "discernimento" (termine-chiave per il gesuita Bergoglio) all'interno della chiesa.

La parte dei silenzi e dei testi non pienamente maturi riguarda le questioni più divisive a livello globale: Chiesa e omosessuali, e la donna nella chiesa. Sugli omosessuali 
Amoris laetitia ribadisce la necessità di non escludere nessuno dalla chiesa (par. 250-251), ma si ferma allo stop imposto al Sinodo 2015 dalla minoranza e in sostanza cita il Catechismo. Sulla donna, la figura materna e paterna e la questione del gender, il testo ha la sua parte più debole, dovuta anche al fatto che il Sinodo sostanzialmente non ha discusso questi temi, complice la debolezza teologica di gran parte dei vescovi.

La parte di compromesso è quella attorno all'eredità di Paolo VI e Giovanni Paolo II, specialmente sulla contraccezione, che papa Francesco lascia molto sfumata accentuando il discorso sulla coscienza e sulla paternità e maternità responsabile (par. 68 e 82). 

Un significativo compromesso, ma con una chiara apertura si ha sulla questione dei divorziati risposati: il documento non cita la "comunione spirituale" (fin qui prospettata dalla chiesa pre-Francesco ai divorziati risposati come alternativa all'eucarestia); rigetta l'esclusivismo che fa sentire i cattolici in situazioni difficili come scomunicati (par. 243); parla delle forme non matrimoniali di unione come "occasioni da accompagnare verso il matrimonio" (par. 293); parla di "gradualità nell'esercizio prudenziale degli atti liberi in soggetti che non sono in condizione di comprendere, di apprezzare o di praticare pienamente le esigenze oggettive della legge" (par. 295); rende chiaro che "non esistono semplici ricette" per i casi difficili (par. 298) e in un'importante nota a pie' di pagina 329 riconosce i rischi insiti nel chiedere ai divorziati risposati di "vivere come fratello e sorella".

La parte più genuinamente bergogliana è quella in cui 
Amoris laetitia che affronta la questione della pastoralità di fronte alla dottrina e alla legge. Vi sono alcuni paragrafi che esprimono la teologia di Francesco e danno il tono a tutto il documento. All'inizio del testo Francesco precisa che "non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero" (par. 3). Invita a considerare "la situazione attuale delle famiglie, in ordine a tenere i piedi per terra" (par. 6).

Richiede che "tutti si vedano molto interpellati dal capitolo ottavo" sulle sfide pastorali della vita reale dei fedeli (par. 6). Una sezione molto forte è ai numeri 36-38, in cui Francesco ammette che nel linguaggio della chiesa il fine procreativo ha talvolta oscurato quello unitivo, così rendendo l'istituto del matrimonio non attraente (par. 36).

Riconosce che la Chiesa ha usato eccessiva enfasi sulle questioni dottrinali, bioetiche e morali (par. 37), e nota l'eccesso di reazioni della chiesa contro "il mondo decadente" (par. 38) indicando invece a modello il comportamento di Gesù con l'adultera. Il significato della svolta pastorale di papa Francesco è racchiuso nel paragrafo 304:
"È meschino soffermarsi a considerare solo se l'agire di una persona risponda o meno a una legge o a una norma generale, perché questo non basta a discernere e ad assicurare una piena fedeltà a Dio nell'esistenza concreta di un essere umano".
Amoris laetitia corrisponde alle attese di chi sperava da papa Francesco un nuovo approccio alle questioni nuove (nuove per i tempi lunghi della Chiesa) su matrimonio e famiglia, e delude quelli che speravano in cambiamenti radicali. I cambiamenti per i divorziati risposati ci saranno nella pratica a seconda della recezione che vescovi e preti daranno al documento.

Ma è chiara la direzione in cui Francesco intende guidare una chiesa alle prese con enormi cambiamenti socio-culturali. È un documento lungo e complesso che riflette un cattolicesimo globale in cui matrimonio e famiglia sono ormai realtà molto più diversificate che ai tempi del concilio di Trento, che 450 anni fa codificò il matrimonio nel mondo cattolico occidentale.

È un documento che impedisce ai vari schieramenti teologici di dichiarare vittoria o sconfitta totale, ed è frutto dell'elaborazione da parte del papa di un lungo processo sinodale che ha visto i vescovi dividersi visibilmente attorno ad alcune questioni.

La Chiesa di Francesco continua il suo cammino verso una de-ideologizzazione del suo magistero, verso una maggiore inclusività, e verso una misericordia che prende come modello Gesù con la samaritana. Rimane da vedere che tipo di recezione avrà 
Amoris laetitia. Non si era mai vista un'esortazione post-sinodale come questa, non si era mai avuto un sinodo vero come quello del 2014-2015.

* pubblicato da Huffington Post l'8.4.2016

1 commento:

  1. Ciò che salta alla mente è la diversità tra l'AMORIS LAETITIA e la FAMILIARIS CONSORTIO, quest'ultima testimone di una chiesa accentratrice, la prima di una chiesa più aperta e alla ricerca di Dio nell'Altro.

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