domenica 10 aprile 2016

Le aperture di papa Francesco sulla famiglia

di Gianfranco Brunelli*

Il paradigma di Papa Francesco. L'esortazione apostolica Amoris laetitia sull'amore nella famiglia, è in continuità con la Evangelii gaudium.L'esortazione apostolica post-sinodale Amoris laetitia (la gioia dell'amore) sull'amore nella famiglia, è in continuità con l'esortazione Evangelii gaudium (la gioia del Vangelo), il primo e programmatico documento del suo pontificato. È un testo lungo. Forse troppo. Ma scritto con un linguaggio semplice e creativo.

Non è un catechismo, non è una silloge di principi sul tema del matrimonio e della famiglia. Non si rinuncia a nulla della tradizione. Ma tutto viene reinterpretato. È, come ha acutamente sottolineato l'arcivescovo di Vienna, cardinale Schönborn, un itinerario di discernimento pastorale e personale. Un itinerario interpretativo della realtà nella luce del Vangelo.

Se si fosse assunto il criterio dell'affermazione dei principi ne sarebbe seguita l'elencazione delle norme e delle loro eccezioni, eventualmente le sanzioni. Alla categorizzazione segue la catalogazione. La norma fonda il concetto di «regolare» e «irregolare». Ci sono matrimoni regolari e irregolari. Vite regolari e irregolari. Amori regolari e irregolari. Ma la realtà non è una dimensione semplice. Essa è come scomposta, spezzata, frammentata come i volti e le figure. Non si lascia sistemare. Non esiste un unico punto di vista da cui tutto si comprende perché da esso tutto discende.

Il XX secolo si è inaugurato nella musica, nella letteratura e nell'arte, per non dire della politica, della filosofia e della psicanalisi, all'insegna dell'epistemologia della complessità. Ognuno di noi (vescovi inclusi) incontra nella propria cerchia familiare e nella propria esperienza situazioni irregolari. Nel Vangelo di Matteo (9,12-13; e nel parallelo di Marco 2,17) Gesù ironizza su questo: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori».

Il modello di papa Francesco è un modello narrativo, alla stregua delle scritture. Per questo papa Francesco ha posto la sua esortazione sotto il paradigma della misericordia. Egli afferma: «Si tratta di integrare tutti» (AL 297). Egli parla a tutte le situazioni superando il dualismo ecclesiastico di interno ed esterno. Il paradigma della misericordia è quello di tutti accogliere, perché nessuno può dire: il mio matrimonio va bene.

Papa Francesco non lascia nessun dubbio sulle intenzioni della Chiesa. «Come cristiani non possiamo rinunciare a proporre il matrimonio allo scopo di non contraddire la sensibilità attuale, per essere alla moda, o per sentimenti di inferiorità di fronte al degrado morale e umano. Staremmo privando il mondo dei valori che possiamo e dobbiamo offrire. Certo, non ha senso fermarsi a una denuncia retorica dei mali attuali, come se con ciò potessimo cambiare qualcosa. Neppure serve pretendere di imporre norme con la forza dell'autorità. Ci è chiesto uno sforzo più responsabile e generoso, che consiste nel presentare le ragioni e le motivazioni per optare in favore del matrimonio e della famiglia, così che le persone siano più disposte a rispondere alla grazia che Dio offre loro» (AL 35).

Eppure egli cambia il discorso ecclesiale. Prende atto della insufficienza della semplice affermazione dei principi. Egli torna alla forma del racconto evangelico. Non solo e non tanto perché di fronte al crollo morale delle nostre società ripartire di lì consente di rinnovare le formulazioni dei principi. Ma perché egli sa che la forma del racconto è la forma con cui Dio si rivela nella vita e nella storia. E il tema della misericordia (misericordia esigente, non a buon prezzo, che chiede di cambiare la vita) è il tema della relazione di Dio con l'umanità. Il contenuto degli insegnamenti, il significato dell'alleanza di Dio col suo popolo, o i gesti e gli atti compiuti da Gesù sono compresi in questo dinamismo rischioso, che è il rischio di amare. Il resto segue.

Il resto segue. Chi si aspettava una rivoluzione nelle norme resta deluso. Difficile una nuova normativa canonica applicabile a tutti i casi: dalla comunione ai divorziati risposati, al rapporto affettivo tra persone dello stesso sesso. Il sinodo aveva proposto un cammino di discernimento che il papa fa suo: «Si tratta – egli dice – di un itinerario di accompagnamento e di discernimento che orienta questi fedeli alla presa di coscienza della loro situazione davanti a Dio».

* Pubblicata da Il Sole24ore 9.4.2016.

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