giovedì 12 gennaio 2017

Il card. Müller e la correzione che non ci sarà

di card. Gerard Müller


Non solo la Congregazione per la dottrina delle fede non risponderà alla lettera dei 4 cardinali che si sono detti dubbiosi sul contenuto dottrinale dell'esortazione apostolica Amoris laetitia, ha detto il card. Gerard Müller all'agenzia Kathpress; ma in una intervista a TGcom24 dell'8 gennaio ha ribadito che una correzione pubblica del papa non avverrà perché non è in pericolo la dottrina della Chiesa. Di seguito i testi delle due dichiarazioni (ndr).


Da Radio vaticana 2.12.2016
La Congregazione per la dottrina della fede non pensa per il momento di rispondere alla lettera di quattro cardinali che chiedono al papa di chiarire dei dubbi sull’interpretazione dell’esortazione apostolica Amoris laetitia, in particolare riguardo alla possibilità per i divorziati che si sono risposati di accedere in alcuni casi alla comunione. È quanto afferma il prefetto del dicastero, il cardinale Gerhard Ludwig Müller, in una intervista all’agenzia austriaca Kathpress.
La Congregazione per la dottrina della fede - ha detto il porporato - si muove e parla “con l’autorità del papa” e non può “partecipare alla diatriba delle opinioni”. Il cardinale Müller fa notare come la lettera sia indirizzata personalmente al santo padre, il quale potrebbe “incaricare” il dicastero a risolvere la questione, in quanto organismo competente per tutte le tematiche relative al magistero ecclesiale sulla fede e sulla morale.

Il prefetto ha chiesto un dibattito sereno sulla lettera apostolica Amoris laetitia: “In questo momento - ha sottolineato - è importante che ognuno di noi rimanga obiettivo e non si lasci trascinare in una sorta di polarizzazione e meno ancora contribuisca a rinfocolarla”.

Il cardinale Müller non affronta direttamente il punto contestato, cioè se in alcuni casi, singoli e ben motivati, i divorziati risposati possano essere ammessi alla comunione. Ha però sottolineato che questo documento non deve essere interpretato come se le affermazioni dei Papi precedenti e della Congregazione per la dottrina della fede non siano più valide e ha citato espressamente la risposta ufficiale del dicastero alla lettera pastorale di tre vescovi dell’Alta Renania del 1993, in cui il cardinale Joseph Ratzinger, allora prefetto della Congregazione, aveva respinto la richiesta dei presuli di fare un’eccezione in casi singoli sulla comunione ai divorziati risposati.

L’indissolubilità del matrimonio - ha ribadito il cardinale Müller - deve essere il “fondamento inamovibile dell’insegnamento per ogni accompagnamento pastorale”. Al tempo stesso – ha precisato – papa Francesco vuole aiutare tutti coloro il cui matrimonio e le cui famiglie si trovano in crisi, “a trovare una via che sia in corrispondenza con la volontà sempre misericordiosa di Dio”.
Vittoria della verità, non trionfo del potere
Infine, il porporato respinge le teorie su presunte lotte intestine in Vaticano tra quanti premono per una riforma e quanti invece frenano: stiamo parlando “della vittoria della verità – ha concluso - e non del trionfo del potere”.

Da Stanze vaticane 8.1.2017 (di F. Marchese Ragona)
“Una correzione fraterna al papa mi sembra molto lontana, in questo momento non è possibile perché non c’è alcun pericolo per la fede”.

Lo ha detto alla trasmissione Stanze Vaticane di Tgcom24, il card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione della dottrina della fede, in merito ai dubia sollevati da 4 cardinali (Burke, Meisner, Brandmüller e Caffarra) su alcuni paragrafi dell’esortazione apostolica Amoris laetitia sull’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati e sulla possibilità di fare una “correzione” a papa Francesco.

“Ognuno”, ha detto il porporato tedesco, “soprattutto i cardinali della Chiesa romana, hanno il diritto di scrivere una lettera al papa. Mi sono stupito perché questa però è diventata pubblica, costringendo quasi il papa a dire sì o no. Questo non mi piace. Anche una possibile correzione fraterna del papa”, ha continuato, “mi sembra molto lontana, non è possibile in questo momento perché non si tratta di un pericolo per la fede come san Tommaso ha detto”.

Il prefetto dell’ex Sant’Uffizio, ha poi continuato: “Siamo molto lontani da una correzione e dico che è un danno per la Chiesa discutere di queste cose pubblicamente. Amoris laetitia è molto chiara nella sua dottrina e possiamo interpretare tutta la dottrina di Gesù sul matrimonio, tutta la dottrina della Chiesa in 2000 anni di storia. Papa Francesco”, ha concluso il cardinale, “chiede di discernere la situazione di queste persone che vivono un’unione non regolare, cioè non secondo la dottrina della Chiesa su matrimonio e chiede di aiutare queste persone a trovare un cammino per una nuova integrazione nella Chiesa secondo le condizioni dei sacramenti, del messaggio cristiano sul matrimonio.

Ma io non vedo alcuna contrapposizione: da un lato abbiamo la dottrina chiara sul matrimonio, dall’altro l’obbligo della Chiesa di preoccuparsi di queste persone in difficoltà”.

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