venerdì 13 gennaio 2017

Presentazione del documento preparatorio del Sinodo sui giovani

Conferenza Stampa di presentazione
del Documento preparatorio
della XV Assemblea generale ordinaria
del Sinodo dei vescovi sui giovani
13.01.2017
www.vatican.va

Alle ore 11 di oggi, presso la Sala stampa della Santa Sede, ha luogo la conferenza stampa di presentazione del documento preparatorio della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, in programma per l’ottobre 2018, sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

Intervengono l’em.mo card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei vescovi; s.e. mons. Fabio Fabene, sotto-segretario del Sinodo dei vescovi; Elvis Do Ceu Nicolaia Do Rosario e Federica Ceci, due giovani della Parrocchia San Tommaso Moro in Roma.
Ne riportiamo di seguito gli interventi:

Intervento del Card. Lorenzo Baldisseri

Signori e signore,
Sono lieto di rivolgermi ai Signori e alle Signore della Stampa e degli altri Mezzi di Comunicazione Sociale, per presentare oggi, dopo l’annuncio del tema il 6 ottobre scorso, il Documento Preparatorio, che il Sinodo dei Vescovi lancia alla Chiesa e al mondo, in preparazione della Celebrazione della sua XV Assemblea Generale Ordinaria, che si terrà nell’ottobre del 2018. Il tema è: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Allo stesso tempo, anzi in primo luogo, mi onoro di comunicare che proprio oggi il santo padre rivolge una Lettera – che si rende pubblica – indirizzata direttamente ai giovani, quale segno della sua sollecitudine affettuosa verso di loro, perché come egli dice: «vi porto nel cuore».

Il santo padre nella sua missiva esorta i giovani a partecipare attivamente al cammino sinodale, perché il Sinodo è per loro e perché tutta la Chiesa si mette in ascolto della loro voce, della loro sensibilità, della loro fede, come anche dei loro dubbi e delle loro critiche. Li invita inoltre ad ‘uscire’, sull’esempio di Abramo, per incamminarsi verso la terra nuova costituita «da una società più giusta e fraterna» da costruire fino alle periferie del mondo. Ricorda loro Cracovia all’apertura della GMG (Giornata Mondiale della Gioventù) quando disse: «Le cose si possono cambiare? E voi avete gridato insieme un fragoroso sì». Questo “sì” nasce da un cuore giovane che «non sopporta l’ingiustizia e non può piegarsi alla cultura dello scarto, né cedere alla globalizzazione dell’indifferenza». Li invita a scelte audaci e non dimentica quei giovani che «sono costretti a fuggire dal loro paese natale» a causa «della prevaricazione, dell’ingiustizia e della guerra».

Per realizzare in maniera gioiosa e piena la loro vita, papa Francesco stimola i giovani ad «intraprendere un itinerario di discernimento per scoprire il progetto di Dio» sulla loro vita e li affida a Maria di Nazaret, «una giovane (…) a cui Dio ha rivolto il Suo sguardo amorevole».

Con le sue parole il papa vuole imprimere una scultoria motivazione umana ed ecclesiale del prossimo Sinodo sui giovani, che sono compresi nella fascia di età tra i 16 ed i 29 anni, nella consapevolezza che l’età giovanile richiede di essere adattata alle differenti realtà locali, come evidenziato dal documento preparatorio.

Il documento è inviato ai consigli dei gerarchi delle Chiese orientali cattoliche, alle conferenze episcopali, ai dicasteri della Curia romana e all’Unione dei superiori generali e «dà avvio alla fase della consultazione di tutto il popolo di Dio», con lo scopo di raccogliere informazioni circa l’odierna condizione dei giovani nei variegati contesti in cui essi vivono, per poterla discernere adeguatamente in vista dell’elaborazione dell’Instrumentum laboris. È da tenere presente che esso è rivolto a tutti i giovani del mondo nella più ampia dimensione e comprensione e partecipazione.

Esso si pone in continuità con il cammino che sta percorrendo la Chiesa sotto la guida del magistero di papa Francesco. La centralità della gioia e dell’amore, più volte sottolineata nel testo, rimanda chiaramente all’Evangelii gaudium e all’Amoris lætitia. Non mancano i riferimenti anche alla Laudato si’, alla Lumen fidei e all’insegnamento di papa Benedetto.

In particolare l’Amoris laetitia, che riporta per 36 volte la parola “giovani”, sollecita tra l’altro a «trovare le parole, le motivazioni e le testimonianze che ci aiutino a toccare le fibre più intime dei giovani, là dove sono più capaci di generosità, di impegno, di amore e anche di eroismo» (n. 40).

Il documento si divide in tre parti. Nella prima invita a mettersi in ascolto della realtà. La seconda evidenzia l’importanza del discernimento alla luce della fede per arrivare a compiere scelte di vita che corrispondano realmente al volere di Dio e al bene della persona. La terza concentra la sua attenzione sull’azione pastorale della comunità ecclesiale.

L’icona evangelica del “discepolo amato” introduce alle tre parti come breve presentazione del cammino.

Il primo capitolo, intitolato “I giovani nel mondo di oggi”, fornisce elementi utili per contestualizzare la situazione giovanile nella realtà odierna, tenendo conto che il quadro tracciato chiede di essere adattato alle circostanze specifiche di ciascuna regione. In esso si tengono presenti «alcuni risultati delle ricerche in ambito sociale utili per affrontare il tema del discernimento vocazionale», così pure le molteplici sfide che riguardano la cultura “scientista”, l’insicurezza, la disoccupazione, la corruzione, nonché i fenomeni dell’alcolismo, del gioco e della tossicodipendenza.

Il secondo capitolo, centro del documento, ha come titolo “Fede, discernimento, vocazione”. «La fede, in quanto partecipazione al modo di vedere di Gesù (…), è la fonte del discernimento vocazionale», attraverso il quale «la persona arriva a compiere, in dialogo con il Signore e in ascolto della voce dello Spirito, le scelte fondamentali, a partire da quella sullo stato di vita». Solo un corretto discernimento permetterà al giovane di trovare davvero la sua personale, unica, irripetibile ‘strada nella vita’. Questo percorso è ispirato dai tre verbi già utilizzati in Evangelii gaudium 51: riconoscere (ciò che avviene nel proprio mondo interiore), interpretare (ciò che si è riconosciuto) e decidere (come «autentico esercizio di libertà umana e di responsabilità personale»).

Va chiarito che il termine ‘vocazione’ deve essere inteso in senso ampio e riguarda tutta la vasta gamma di possibilità di realizzazione concreta della propria vita nella gioia dell’amore e nella pienezza derivante dal dono di sé a Dio e agli altri. Si tratta di trovare la forma concreta in cui questa realizzazione piena può avvenire «attraverso una serie di scelte, che articolano stato di vita (matrimonio, ministero ordinato, vita consacrata ecc.), professione, modalità di impegno sociale e politico, stile di vita, gestione del tempo e dei soldi ecc.».

La scelta di vita avviene nel segreto della propria coscienza. Lì ognuno ascolta la voce di Dio e con lui dialoga e alla fine decide. L’aiuto di altre persone, per quanto necessario, non può mai sostituire questo dialogo intimo e personale.

Il terzo capitolo, intitolato “L’azione pastorale”, pone l’accento sul significato che ha per la Chiesa «l’accompagnare i giovani ad accogliere la gioia del Vangelo» in un tempo, come il nostro, «segnato dall’incertezza, dalla precarietà, dall’insicurezza».

L’attenzione è rivolta ai soggetti, ai luoghi e agli strumenti di questo accompagnamento.

I soggetti dell’azione pastorale sono gli stessi giovani, sia come protagonisti, sia come recettori. La Chiesa chiede loro «di aiutarla ad identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia». Occorrono persone di riferimento: in primo luogo i genitori, poi i pastori, i consacrati, gli insegnanti ed altre figure educative. Queste persone di riferimento devono essere «autorevoli, con una chiara identità umana, una solida appartenenza ecclesiale, una visibile qualità spirituale, una vigorosa passione educativa e una profonda capacità di discernimento». Poi l’attenzione sul ruolo e sulla responsabilità dell’intera comunità dei credenti.

I luoghi dell’azione pastorale sono la vita quotidiana, le attività per i giovani, le GMG, gli eventi diocesani, le parrocchie, gli oratori, le università, le scuole cattoliche, il volontariato, le attività sociali, i centri di spiritualità, le esperienze missionarie, i pellegrinaggi, la pietà popolare. Non manca un affondo nel ‘mondo digitale’, che apre ad opportunità inedite, ma anche a nuovi pericoli.

Gli strumenti sono i linguaggi (privilegiando quelli più espressivi per i giovani), l’educazione, la preghiera, il silenzio, la contemplazione.

Il Questionario che segue è parte integrante del documento, non è una semplice appendice.

Esso si distingue pure in tre parti. La prima riguarda la raccolta di dati statistici. La seconda è composta dalle domande. La novità è costituita dal fatto che alle domande generali proposte a tutti indistintamente (in numero di 15), si aggiungono 3 domande specifiche per ciascuna area geografica, alle quali si richiede la risposta solo degli appartenenti al Continente interessato. La terza parte ha come oggetto la “condivisione delle pratiche”, secondo modalità che vengono chiaramente esposte. Lo scopo di questa parte, anch’essa una novità, è quello di arricchire tutta la Chiesa portando a conoscenza le esperienze, spesso di grande interesse, che si svolgono nelle diverse regioni del mondo affinché possano essere di aiuto a tutti.

Gli elementi che emergeranno dalle risposte serviranno alla redazione dell’Instrumentum laboris, documento consegnato ai padri sinodali prima dell’Assemblea.

Intervento di S.E. Mons. Fabio Fabene

Il cammino di preparazione della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi prevede una serie di iniziative programmate dalla Segreteria generale del Sinodo per accompagnare e sostenere l’approfondimento del documento preparatorio che avviene nelle Chiese particolari dei cinque continenti. Tali iniziative intendono coinvolgere i giovani nell’itinerario sinodale, e nello stesso tempo far emergere la realtà del mondo giovanile nella diversità sociale e culturale delle diverse parti del mondo, affinché i giovani possano esservi realmente inseriti.

Innanzitutto sembra importante coinvolgere i giovani nella fase preparatoria dell’Assemblea sinodale perché il prossimo Sinodo non vuole solo interrogarsi su come accompagnare i giovani nel discernimento della loro scelta di vita alla luce del Vangelo, ma vuole anche mettersi in ascolto dei desideri, dei progetti, dei sogni che hanno i giovani per la loro vita, come anche delle difficoltà che incontrano per realizzare il loro progetto a servizio della società, nella quale chiedono di essere protagonisti attivi.

L’ascolto dei giovani fa parte dell’autentica tradizione della Chiesa: infatti, come ricorda il papa nella Lettera ai giovani, nella sua Regola monastica San Benedetto invita l’abate a consultare anche i giovani prima di ogni scelta importante (cf. Regola di San Benedetto III, 3). La motivazione di questa richiesta ha un carattere teologale, in quanto spesso il Signore sceglie proprio i più giovani per rivelarsi. In tal senso, anche San Giovanni Paolo II afferma rivolgendosi ai giovani: «Non è affatto più importante ciò che vi dirò: importante è ciò che mi direte voi. Me lo direte non necessariamente con le parole, me lo direte con la vostra presenza, con il vostro canto, forse anche con la vostra danza, con le vostre rappresentazioni, infine con il vostro entusiasmo» (Varcare la soglia della speranza, Milano 1994, 139-140).

In quest’orizzonte la Segreteria generale del Sinodo predisporrà un sito Internet per consultare i giovani attraverso un questionario sulle loro aspettative e la loro vita. Le domande riguarderanno tutti i giovani, perché, come si afferma nel documento preparatorio, il progetto di Dio riguarda tutti i giovani e le giovani del nostro tempo, e tutti hanno diritto di essere accompagnati senza nessuna esclusione.

Le risposte al questionario saranno la base per l’elaborazione dell’Instrumentum laboris, insieme ai contributi che giungeranno dagli organismi interessati. Attraverso il sito Internet i giovani potranno anche seguire le varie fasi di preparazione del Sinodo, gli interventi del papa sui giovani e potranno condividere riflessioni ed esperienze sul tema del Sinodo.

Nei giorni precedenti la prossima Domenica delle Palme, dal 5 all’8 aprile, la Segreteria generale parteciperà all’Incontro internazionale sul tema «Da Cracovia a Panama. Il Sinodo in cammino con i giovani», organizzato, com’è consuetudine nel periodo tra una GMG e l’altra, dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. In quell’occasione sarà presentato ai responsabili della Pastorale giovanile delle conferenze episcopali il documento preparatorio e la dinamica della consultazione nelle Chiese particolari.

La sera di venerdì 7 aprile si terrà presso la Sala Sinopoli dell’Auditorium “Parco della Musica” di Roma un concerto del GEN Rosso e Verde. A esso sono invitati tutti i giovani e vi saranno testimonianze di giovani di diverse parti del mondo. Il luogo è stato scelto non a caso: esso vuole essere un “ponte” di dialogo e di coinvolgimento dei giovani credenti con tutti i loro coetanei.

Sabato 8 aprile, invece, ci si riunirà nella Basilica di Santa Maria Maggiore per una Veglia di Preghiera in preparazione alla Messa della giornata mondiale della gioventù, che, quest’anno come anche il prossimo, sarà celebrata a livello diocesano. La Basilica Liberiana è stata scelta per evidenziare la connotazione mariana del cammino verso la GMG di Panama del 2019, come emerge dai temi proposti per il prossimo triennio dal suddetto Dicastero competente. I canti della celebrazione in Piazza San Pietro saranno affidati al Coro della diocesi di Roma insieme ai rappresentanti di altri cori provenienti da diverse diocesi italiane.

Conformemente alla prima parte del documento preparatorio del Sinodo: “I giovani nel mondo di oggi”, si vuole promuovere anche una riflessione sulla realtà giovanile nel mondo contemporaneo. Per questo è in programma, per il mese di settembre, un Seminario di Studi, al quale saranno invitati specialisti di diversi paesi, ma che sarà aperto a tutti coloro che vorranno parteciparvi.

Sulla scia di quanto ha detto il Papa nell’Omelia del 31 dicembre 2016, ci si vuole interrogare sul “debito” che abbiamo verso i giovani, pensare come assumere la “responsabilità” verso le giovani generazioni e progettare itinerari educativi, luoghi e spazi perché siano realmente inseriti nella società, animando il presente e contribuendo a realizzare i loro sogni per un futuro più giusto e umano.

Intervento di Elvis Do Ceu e Federica Ceci

Buongiorno a tutti,
una breve presentazione: mi chiamo Elvis, ho 21 anni, sono di origini capoverdiane e studio Arti e Scienze dello Spettacolo presso la Facoltà di Lettere dell’Università Sapienza. Nella mia Parrocchia, San Tommaso Moro qui a Roma, sono catechista di un gruppo di giovani adolescenti, realtà entusiasmante che mi permette di essere “fratello maggiore” nella fede di ragazzi che cercano Cristo, accompagnati da chi crede e scommette sulle potenzialità che rendono unico il progetto di vita di ciascuno di essi.

Sono Federica, ho 24 anni e sono prossima alla laurea in Giurisprudenza presso lo stesso Ateneo. Sono impegnata anch’io nella Parrocchia di San Tommaso Moro, che nel proprio territorio comprende appunto la sede dell’Università Sapienza, l’Ateneo più grande d’Europa. Ciò favorisce la partecipazione alla vita parrocchiale di un folto numero di giovani: non solo studenti universitari, molti dei quali stranieri, ma anche tanti giovani lavoratori che gravitano in zona. In particolare, io sono responsabile della Scuola parrocchiale di formazione sociale e politica che, proprio sulle orme di San Tommaso Moro, patrono dei governanti e dei politici, coinvolge da oltre due anni circa sessanta universitari.

Il nostro percorso di crescita, basato sulla dottrina sociale della Chiesa, è volto alla formazione di una coscienza politica che ci permetta di “sporcarci le mani”, vivendo nella società non da spettatori ma da protagonisti attivi e consapevoli.

Innanzitutto, vogliamo ringraziare di cuore Papa Francesco che, accogliendo le proposte dei Vescovi di tutto il mondo, ha deciso di convocare la prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo sul tema dei giovani e, in particolare, della loro fede e del loro discernimento vocazionale. Abbiamo già avvertito con forza l’attenzione dei vescovi alle nostre famiglie in occasione dei due precedenti Sinodi, e adesso a maggior ragione gioiamo perché i nostri Pastori intendono parlare direttamente a noi giovani, rendendoci interlocutori privilegiati di una Chiesa in uscita e in dialogo con le nuove generazioni.

Siamo grati per le parole di incoraggiamento, fiducia e stima che il Santo Padre ci rivolge all’inizio di questo nuovo cammino sinodale con la Lettera ai giovani che oggi viene resa pubblica e, più in generale, lo ringraziamo perché continuamente ci fa sentire al centro del corpo vivente della Chiesa, credendo in noi e confidando nel nostro contributo all’edificazione, da una parte, di una comunità cristiana sempre meno ingessata e più accogliente e, dall’altra, di una comunità umana capace di promuovere la ricerca del bene comune mettendo al centro la persona.

Nel momento in cui viene consegnato a tutte le Chiese del mondo il documento preparatorio del prossimo Sinodo, siamo convinti che i vescovi si porranno in ascolto dei giovani delle loro Diocesi, anche di quelli che vivono più lontani dal mondo ecclesiale ma che sono comunque fortemente desiderosi di attenzione e di risposte di senso. Siamo sicuri che sapranno “perdere tempo” con noi giovani, non solo per parlare, ma anche per ascoltare ciò che abbiamo da dire, con l’obiettivo di costruire insieme una Chiesa più “giovane e fresca” aperta al confronto e all’incontro.

Inoltre, da giovani quali siamo, sperimentando quotidianamente nella nostra realtà la bellezza e la libertà di essere cristiani, desideriamo parlare ai cuori dei nostri coetanei in tutto il mondo, invitandoli a non chiudersi ma, al contrario, ad accogliere le opportunità che la Chiesa ci offre con la prossima Assemblea sinodale.

Da ultimo, vogliamo lanciare un appello agli organi di stampa: vi chiediamo di dedicare maggiori spazi al mondo giovanile, mettendone in luce i tanti aspetti di positività e non solo gli elementi di debolezza e turbolenza. Aiutateci anche voi, con gli strumenti di cui disponete, a diventare protagonisti non solo di un futuro ancora da venire, ma anche e soprattutto di un presente che ci chiama già oggi a costruire la civiltà dell’amore, mettendo a frutto i nostri talenti nei luoghi in cui siamo chiamati a vivere.

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