venerdì 3 marzo 2017

Chiese d'Asia: le sfide per le famiglie

di Federazione delle conferenze episcopali d'Asia



«La famiglia cattolica in Asia: Chiesa domestica dei poveri in missione di misericordia», era il tema della XI Assemblea plenaria della Federazione delle conferenze episcopali d’Asia (FABC). Il Documento finale che l’assise, svoltasi a Colombo, in Sri Lanka, dal 28.11 al 4.12.2016, ha approvato e consegnato alle Chiese del continente ne sviluppa i concetti-chiave in direzioni molteplici, tenendo conto tanto della condizione di minoranza delle famiglie cattoliche nella maggior parte dei paesi asiatici, quanto dei difficili contesti etnico-culturali, economici e sociali nei quali esse si trovano a vivere (I parte). Dopo una riflessione alla luce della fede (II parte), si trovano, dettagliatamente articolate, le risposte alle sfide pastorali (III parte), che vanno dall’estremismo religioso alle migrazioni interne, e dal colonialismo ideologico al cambiamento climatico. Le raccomandazioni finali (IV parte) si rivolgono infine alla vita interna delle Chiese: come orientare in senso integrale e non settoriale un «ministero della famiglia». Pubblichiamo qui la I parte; testo completo in Regno-doc. 3,2017, 113 (red.).

(...) I. Contesto pastorale della famiglia
A. Il carattere asiatico della famiglia

     6. Un importante carattere asiatico delle famiglie cattoliche è la loro condizione di infima minoranza in questo vastissimo continente di antiche grandi religioni. Un altro carattere asiatico è anche, in molti paesi, l’elevato numero di matrimoni interreligiosi.

     Tuttavia le famiglie cattoliche condividono valori e caratteristiche che attraversano la ricca varietà di culture, etnie e religioni asiatiche.

     Notiamo una specifica composizione intergenerazionale delle famiglie in Asia. Questo è vero ed evidente nella famiglia nucleare composta da genitori e figli, ma riguarda anche la famiglia allargata di cugini, nipoti, nonni e nipotini. Notiamo il grande rispetto e onore, o meglio affetto, che le famiglie riservano agli anziani. Le famiglie asiatiche amano soprattutto i bambini e desiderano ardentemente avere figli, perché i figli sono doni e benedizioni di Dio.

     Noi stessi siamo testimoni di una cultura di attenzione e cura verso i membri della famiglia fisicamente o mentalmente svantaggiati, di accoglienza e ospitalità delle famiglie asiatiche nonostante la loro povertà, di sostegno vicendevole nei momenti di bisogno, di sofferenza, di catastrofi. Genitori e figli delle famiglie cattoliche partecipano insieme più frequentemente alla celebrazione eucaristica e pregano più spesso insieme.

     7. Queste ricche caratteristiche della famiglia dipendono fondamentalmente da un profondo senso asiatico della sacralità del matrimonio e della vita familiare, un senso che è stato culturalmente trasmesso di generazione in generazione. In realtà, il senso del sacro è un valore che permea tutte le culture asiatiche. Esso aiuta gli abitanti dell’Asia ad apprezzare e proteggere la vita dal concepimento alla sua fine naturale, nonché a preservare la stabilità dei matrimoni.

     Ciononostante, la condizione di minoranza delle famiglie cattoliche in Asia incide negativamente sulle risposte pastorali alle sfide che hanno davanti. È assolutamente necessaria la collaborazione con famiglie appartenenti ad altre religioni.

 B. Principali sfide pastorali alla famiglia
     La famiglia in Asia deve affrontare sfide di enormi proporzioni, fra cui le seguenti.

Persecuzione: libertà religiosa sotto assedio
     8. La varietà di razze, etnie e culture in Asia, dall’Asia centrale, attraverso l’Asia meridionale e orientale, fino al Sud-Est asiatico, dalle pianure alle montagne, dovrebbe essere una grande sorgente di orgoglio e gioia. Sono le tessere del ricco mosaico umano donato da Dio, nostro Creatore, all’Asia.

     Ma non sempre regnano armonia e pace. Il paesaggio asiatico è macchiato qua e là da violenti scontri fra culture ed etnie, spesso con sfumature religiose e politiche.

     In alcune parti dell’Asia meridionale e del Sud-Est asiatico, le famiglie cristiane sono fuggite dalle loro case per ragioni di sicurezza, letteralmente espulse in nome della religione da bigotti e radicali. Intere famiglie sono state massacrate. Vi sono state chiese rase al suolo. I cristiani vivono nella paura, nell’ansia e nell’insicurezza, sotto la spada di Damocle di leggi anticristiane che non vogliono il pluralismo religioso. Si sono registrati numerosi casi di ragazze cristiane rapite, costrette a convertirsi e a sposarsi.

     E purtroppo vediamo crescere in molti paesi asiatici l’intolleranza religiosa, aggressiva e militante.

 Povertà, migrazione e trasferimenti
     9. Pur essendovi certamente differenze economiche regionali – si noti, ad esempio, il livello di sviluppo economico nella regione asiatica orientale, nonché a Singapore e Malaysia – la condizione di milioni di famiglie nell’Asia meridionale e nel Sud-Est asiatico è la povertà diffusa e massiccia.

     I mali del traffico di esseri umani, dell’attrazione rappresentata dall’industria del sesso che coinvolge minori, giovani e adulti, della disponibilità di molti a lavorare nella pedopornografia sono dovuti principalmente alla povertà e alla privazione.

     Non si insisterà mai abbastanza sugli effetti negativi della globalizzazione economica sulle famiglie povere, che non possono competere alla pari con i ricchi e i più forti in un regime di mercati liberalizzati. Incapaci di accedere alle sorgenti e ai vantaggi dello sviluppo economico che scorrono direttamente verso i livelli superiori delle società asiatiche, le famiglie povere sono spinte dalla necessità a cercare un futuro migliore nei centri urbani dei loro paesi o ad andare a lavorare nei paesi più sviluppati come Singapore, Malaysia e quelli dell’Asia orientale, e specialmente nel Medio Oriente e in Europa.

     Questa migrazione interna ed esterna di membri della famiglia procura spesso un danno sociale alle famiglie che si lasciano alle spalle. Le assenze prolungate infrangono i legami coniugali e le relazioni familiari. I figli crescono senza la guida di entrambi i genitori. Non si può esprimere l’amore semplicemente con le rimesse inviate a sostegno delle proprie famiglie.

     Inoltre, molti lavoratori migranti patiscono trattamenti disumani e il fenomeno che è stato denominato della «nuova schiavitù». Il loro trasferimento causa spesso la disgregazione delle famiglie e uno squilibrio nella crescita e nello sviluppo dei figli.

     10. A volte la spinta verso una migliore qualità della vita genera un ardente desiderio di stili di vita più elevati e di beni di lusso e sfocia nella visione strettamente utilitaristica della famiglia con un solo figlio.

     Inoltre, la visione di un’autorealizzazione materialistica del marito e della moglie attraverso la coltivazione delle rispettive carriere indebolisce il legame coniugale e, a parte la motivazione economica, convince i coniugi che l’ideale è il figlio unico. Nel carrierismo e nell’ambizione economica perdono il dono della procreazione che hanno ricevuto da Dio.

 Conflitti e divisioni politici, ideologici, culturali
    11. Gravata da enormi implicazioni è la situazione di famiglie colpite da conflitti interni armati, in forma di guerre, rivolte politiche, terrorismo e violenti scontri culturali, etnici e religiosi. Questa violenza e questi conflitti provocano trasferimenti temporanei o permanenti di persone, emigrazione interna ed esterna di migliaia di famiglie verso aree, regioni o paesi più sicuri.

     Ora abbiamo in vari paesi asiatici il crescente fenomeno dei rifugiati politici, economici, culturali, climatici e religiosi, un fenomeno che ha suscitato la preoccupazione internazionale. Il fenomeno dei rifugiati asiatici aggrava distorsioni e pregiudizi che diventano continue fonti di divisione e di conflitto.

     Le vittime più colpite dal conflitto e dalla guerra sono i minori, traumatizzati dalle evacuazioni e dal fragore delle armi. Essi crescono come «figli della guerra»; la loro crescita, il loro sviluppo e la loro formazione scolastica sono gravemente compromessi. Molti vengono persino reclutati con la forza come «bambini soldato».

 Colonialismo ideologico e valori culturali
    12. Sulla scia della globalizzazione economica, lo spirito postmoderno secolare, materialista e relativista si sta subdolamente insinuando nella mentalità asiatica. Esso va contro i preziosi valori tradizionali asiatici della famiglia. Il suo crescente predominio è in realtà una forma di colonialismo ideologico, attraverso il quale i valori dell’ideologia secolare si impongono sottilmente e, quasi inesorabilmente, sostituiscono valori preziosi per la popolazione asiatica con una nuova forma di mentalità coloniale.

     Il colonialismo ideologico ha introdotto «una cultura del provvisorio» (Amoris laetitia, n. 39; Regno-doc. 5,2016,136). Si vanno sviluppando nuove forme di relazioni d’amore e nuove forme di famiglie estranee all’ethos asiatico, come le unioni di persone dello stesso sesso. La nuova ideologia culturale svaluta il matrimonio e gli impegni a vita. Promuove invece la pratica della convivenza, l’amore passeggero e gli impegni transitori. Gli organismi politici internazionali, quando concedono sovvenzioni ai paesi in via di sviluppo, sostengono questa ideologia, imponendo loro come condizioni la promozione dei contraccettivi e dell’aborto camuffata come salute riproduttiva. I fattori che causano questo comportamento sono la rivoluzione sessuale e il timore della sovrappopolazione (cf. Amoris laetitia, n. 42).

     Inoltre, in Internet si nascondono molti pericoli per le menti più suggestionabili in materia di sessualità umana, come la pornografia e la commercializzazione del corpo (cf. Amoris laetitia, n. 41).

     Dall’altra parte, vi è una sfida interna alle culture, come la discriminazione nei confronti delle donne e il loro sfruttamento in alcune società asiatiche estremamente patriarcali. Le migliaia di feti femminili abortiti ogni anno e la pratica delle mogli bambine indicano l’estensione della situazione di dipendenza delle donne, nonché una bassa considerazione del matrimonio.

     Notiamo altresì l’esistenza di molti casi di colonialismo ideologico di fonti locali che ci inducono a etichettare alcuni prodotti come eccellenti (o poveri) in base al paese asiatico da cui provengono.

     Vescovi di paesi dell’Asia orientale, come il Giappone, notano anche un significativo calo del tasso di natalità, un invecchiamento della popolazione e la solitudine degli anziani a causa dell’indebolimento dei legami familiari.

     Notiamo anche il numero crescente di coniugi che si separano e si risposano a scapito dei figli. Sono in crescita anche le famiglie con un solo genitore. Esse fanno molta fatica a crescere ed educare i figli, ma il desiderio e la nostalgia della presenza del padre o della madre assente è sempre fonte di ansietà durante la crescita dei figli.

 Riscaldamento globale e cambiamento climatico
   13. Le catastrofi naturali e i mutamenti metereologici estremi derivanti dal riscaldamento globale e dal cambiamento del clima hanno effetti enormi sulle famiglie asiatiche.

     L’Asia sta sperimentando come mai prima d’ora tifoni, inondazioni ed erosioni del suolo più forti e frequenti, siccità più gravi, effetti prolungati di El Niño e di La Niña. Essi causano la distruzione dei raccolti e la perdita dei mezzi di sostentamento. Spostano migliaia di famiglie, spinte a cercare un ambiente migliore per se stesse e per i loro figli. Condannano migliaia di famiglie asiatiche a una maggiore povertà e privazione. Questi sono i nuovi «rifugiati del cambiamento climatico».

 Tensioni in seno alla famiglia
     14. Le famiglie asiatiche sperimentano al loro interno varie tensioni, che minacciano le relazioni fra gli stessi coniugi, nonché fra i membri della famiglia. Il clima d’amore è spesso infranto dalla violenza domestica, che a volte finisce davanti alla polizia. I figli tremano di paura e ansia quando i loro genitori si aggrediscono l’un l’altro non solo a parole ma anche passando a vie di fatto.

     L’inadeguatezza di alloggi decorosi fra le famiglie povere, specialmente fra i poveri che vivono in città, è un rischio per la salute e per l’igiene. Anche la mancanza di privacy costituisce una forte tentazione per violenze sessuali in seno alla famiglia. Indubbiamente, anche se sottilmente, l’orientamento gay o lesbico di un membro della famiglia gli procura talvolta un silenzioso disagio e un allontanamento. In alcuni paesi, il sistema della dote diventa una fonte di grande tensione proprio all’inizio del matrimonio. Non sono rari neppure i casi in cui viene riservato un duro trattamento  ai lavoratori domestici.

 Indebolimento della fede religiosa e dei valori spirituali nella famiglia
     15. L’emergenza strisciante della cultura del secolarismo a livello mondiale incide negativamente sui valori familiari asiatici. Indebolisce la fede religiosa, come è già avvenuto in molti paesi sviluppati dell’emisfero settentrionale.

     In alcuni paesi, la spinta verso un tenore di vita più elevato riduce il rispetto per gli anziani e i disabili, che vengono considerati dei pesi per la famiglia. Il consumismo sostituisce i valori evangelici della semplicità e dell’amministrazione responsabile dei beni del creato. Secondo le parole di papa Francesco, vediamo emergere una cultura dell’«usa e getta» (Amoris laetitia, n. 39; Regno-doc. 5,2016,136).

     Riconosciamo i contributi positivi offerti dalla rivoluzione digitale alla famiglia e alla vita sociale. Ma la rivoluzione digitale è ambivalente. Accanto alle luci vi sono le ombre. Infatti, in quest’epoca digitale percepiamo l’indebolimento dei legami familiari. Non è raro vedere membri della stessa famiglia riuniti, ma ognuno occupato con il telefonino e con l’invio di messaggi ad amici. In passato, la famiglia si riuniva e guardava insieme la televisione. Ora, i telefonini e gli iPad hanno sostituito la televisione. Questo sta gradualmente erodendo il senso dell’unione della famiglia.

     Inoltre l’individualismo, un tratto fondamentale dello spirito postmoderno, sta allontanando i giovani dalla famiglia. Questo va di pari passo con una graduale riduzione del senso della famiglia come spazio sacro di intimità e di amore. Con l’indebolirsi dei legami familiari e del sostegno da parte della famiglia, oggi i giovani, più spesso di prima, cercano amore e intimità fra i coetanei, e questo aumenta il numero delle gravidanze fra le adolescenti.

     16. Osserviamo anche che le famiglie non hanno un’adeguata formazione alla fede. Non sono preparate per trasmettere la loro fede ad altri o pra-
ticare la loro fede nell’impegno sociale. Manca la formazione alla fede degli adulti, rendendo così le famiglie cattoliche vulnerabili di fronte all’attrazione delle sette religiose, che proliferano. Il pluralismo religioso e culturale dell’Asia produce un’alta percentuale di matrimoni interreligiosi, spesso a danno della parte cattolica.

     Ma la debolezza della fede e la mancanza di formazione alla fede delle famiglie non è dovuta interamente a fattori esterni. Dobbiamo umilmente confessare che noi come capi e pastori della fede non abbiamo evangelizzato adeguatamente il nostro gregge, per cui esiste una dicotomia fra fede e vita. Non si seguono gli insegnamenti morali. Alla luce di questo fallimento dobbiamo esaminare i nostri metodi, i nostri approcci e il nostro linguaggio in materia di evangelizzazione.

 L’esempio e la sfida delle buone famiglie
     17. Non possiamo soffermarci solo sulle sfide rappresentate dai problemi che toccano le famiglie cattoliche in Asia. In tutta l’Asia vi sono famiglie provenienti da ambienti culturali, sociali ed economici diversi, famiglie appartenenti a tradizioni religiose diverse, famiglie interreligiose e famiglie in situazioni difficili.

     In ambienti diversi, molte di queste famiglie sono famiglie esemplari che vivono in conformità al disegno di Dio. Sono genitori che si sforzano di servire non solo i membri della propria famiglia ma anche gli altri, specialmente i poveri e i bisognosi, con l’aiuto della grazia di Dio ovunque presente, nel cammino verso il regno di Dio. Essi edificano altre famiglie e da loro altre famiglie ottengono sostegno. Come sostenere e mantenere queste famiglie? È una sfida anche questa.

Domande riassuntive
     18. Mentre rileviamo queste formidabili sfide pastorali, solleviamo domande vitali: come può la famiglia asiatica rispondere efficacemente alle sfide che si trova davanti? Come può la famiglia asiatica riflettere la comunione di quella comunità partecipativa che la Chiesa vuole essere? E, domanda ancora più profonda, come può la famiglia asiatica essere una Chiesa domestica dei poveri, in grado di proclamare in modo credibile dal suo stesso interno la misericordia e la compassione di Dio?
(...)

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