giovedì 29 ottobre 2020

Italia - Sinodi: Il documento finale di Matera

140 delegati, 18 sessioni di lavoro, 50 comunità parrocchiali coinvolte, 7 ospiti esterni, da mons. Rino Fisichella alla teologa Giuseppina De Simone, da mons. Claudio Maniago a don Dario Vitali: sono alcuni dati del primo Sinodo dell’arcidiocesi di Matera-Irsina, che si è concluso nei giorni scorsi con l’approvazione del Documento finale.

L’esperienza, iniziata con una fase preparatoria nell’anno pastorale 2017-2018, ha avuto il suo culmine con le sedute plenarie che si sono svolte tra gennaio 2019 e gennaio 2020.

“Questa esperienza è stata faticosa ma bella, perché ci ha fatto sperimentare la grazia della comunione, ci ha fatti conoscere e sentire parte di un organismo vivente – afferma il segretario del Sinodo, mons. Filippo Lombardi –. Abbiamo analizzato la nostra realtà ecclesiale e del territorio, ne abbiamo riconosciuto la ricchezza e i limiti, abbiamo sognato una Chiesa sempre più aperta alle esigenze di un mondo fragile eppur assetato di luce, di verità, di senso”.

Alcune indicazioni del Documento finale sono già state recepite nell’ultima lettera pastorale dell’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, che nel presiedere l’ultimo appuntamento del Sinodo ne ha evidenziato il valore storico e profetico. “Il Documento finale non è una Summa Theologica né il libro dei sogni. Testimonia l’inizio di un processo in atto e non di uno spazio nell’archivio. Il Sinodo è nel cuore del pastore e deve essere nel cuore di ogni battezzato, di tutto il popolo santo di Dio”, conclude mons. Lombardi. (FONTE SIR)


martedì 27 ottobre 2020

Il senso sinodale del (quasi) card. Grech

Già pro-segretario generale del Sinodo dei vescovi (nomina del 2 ottobre 2019), mons. Mario Grech è entrato ufficialmente nella "macchina sinodale" vaticana il 16 settembre scorso, dopo che mons. Lorenzo Baldisseri ha lasciato l'incarico per raggiunti limiti d'età. E infine la berretta cardinalizia, annunciata all'Angelus di domenica 25 ottobre, che verrà imposta nel prossimo concistoro che si terrà il 28 novembre.

Di mons. Grech Il Regno ha pubblicato recentemente una lettera pastorale del 2017, co-firmata assieme a mons. Scicluna e intitolata L’accoglienza dei divorziati risposati. Sui criteri applicativi per l’ottavo capitolo dell’Amoris laetitia.

Nell'intervista rilasciata lo scorso 2 ottobre a Civiltà cattolica è da segnalare la parte nella quale il prossimo porporato e guida dell'organismo forse più riformato da papa Francesco dedica alla sinodalità in rapporto al vivere contemporaneo: